The Cure, la storia di quando la band si è quasi sciolta per colpa del conto da pagare in un bar

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The Cure, la storia di quando la band si è quasi sciolta per colpa del conto da pagare in un bar

Il fatto risale al periodo del tour promozionale del disco Pornography

Nel 1982 i Cure pubblicarono Pornography, un album che ottenne un grande successo e per il quale la band realizzò un grande tour promozionale. Se da una parte quello fu un periodo importante per la band proprio per il successo di questo disco, dall’altra fu anche un momento di crisi, durante il quale i continui litigi tra i componenti hanno quasi portato a una rottura definitiva.

I problemi iniziarono proprio durante la registrazione del disco e non furono mai risolti davvero, così continuarono a minare la stabilità della band durante il tour. La vita on the road mise a dura prova i musicisti perché, per un lungo periodo, furono costretti a vivere a stretto contatto e in uno spazio ristretto e questa situazione di certo non giovò al clima teso che si era ormai creato.

In seguito la band spiegò che, non a caso, prima di quel periodo non avevano mai litigato. In quel contesto, l’abuso di sostanze stupefacenti ebbe un peso non indifferente. “Durante il periodo di Pornography la band si stava per sciogliere a causa dell’alcool e della droga – ha confessato in seguito Robert Smith in un’intervista a Rolling Stone – io stavo strafatto per la maggior parte del tempo. Lo so bene per il fatto che registrammo alcune canzoni nei bagni per ottenere una sensazione davvero orribile, in quanto le toilets erano sporche e tristi. Simon non ricorda nulla di tutto ciò – ha proseguito – ma io conservo una foto che mi ritrae mentre stavo seduto sul gabinetto vestito e cercavo di mettere insieme alcuni testi delle canzoni. È una foto tragica”.

Quello fu un periodo cupo per i Cure e questo si riversò non solo sul lavoro in studio e sul rapporto tra i musicisti, ma anche sui live, a cominciare dalle scenografie dal design dark. “Il palco era provocatorio rispetto a quello che usavamo prima di allora – ha raccontato il batterista Lol Tolhurst nella sua autobiografia intitolata Cured: The Tale of Two Imaginary Boys – comprendeva degli schermi che erano controllati da remoto per farli scendere giù, sopra la batteria, che era posizionata al lato del palco. Questi schermi coprivano anche altre zone del palco per creare effetti diversi. Era uno scenario austero, se così si può definire. L’effetto ottenuto era simile a quello che si ha stando seduti in un pub o in un locale che ha degli specchi. Era un po’ inquietante per il pubblico e questo era uno dei nostri scopi”.

Questa scelta non piacque a tutti i fan e a molti show gli spettatori furono pochi. Nel frattempo, le tensioni tra Robert Smith e il bassista Simon Gallup crescevano e la situazione degenerò il 27 maggio del 1982, quando la band si trovava a Strasburgo. Alla fine del concerto, Lol Tolhurst decise di separarsi dai compagni e di uscire con i musicisti del gruppo spalla, gli Zerra One. Smith e Gallup, invece, andarono da un’altra parte e quella sera si ritrovarono a litigare per un conto non pagato in un locale. Dopo un acceso scontro verbale, i due passarono alle mani e la storia finì con una bella scazzottata. “Stavo per andarmene quando un cameriere venne da me e mi disse che non avevo pagato i miei drink – ha raccontato in seguito Gallup in Ten Imaginary Years – pensava fossi Robert. Ero esausto, ma quel tizio mi portò fino al bancone e Robert si avvicinò per vedere cosa stesse accadendo. Lo colpii. Lui rispose al colpo e finì in rissa”.

Nello stesso libro, il frontman ha raccontato anche la sua versione della storia: “Mi trovavo al piano di sopra di questo locale quando qualcuno venne a dirmi che c’erano dei problemi al piano di sotto – ha detto – Simon era così teso che nessuno riusciva a parlarci. Urlava contro il barman, un ragazzino che per poco non scoppiò a piangere. Da parte sua, Simon non si sarebbe mai comportato così, ma era circondato dai componenti del nostro staff e quindi si comportava nel modo in cui credeva che una rock star avesse dovuto comportarsi”.

Secondo Smith, la discussione tra di loro nacque proprio a causa del conto da pagare in quel locale, in quanto Gallup pensò che l’amico non volesse pagare la sua parte: “Lui non voleva pagare i suoi drink perché pensava che io non avessi pagato i miei – ha raccontato ancora Smith – gli dissi di stare zitto e così lui mi diede un pugno. Quella era la prima volta che lui mi aggrediva in quel modo e ne uscì fuori un’azzuffata enorme. Alla fine dissi ‘è finita’, lascia il locale, presi un taxi per tornare in albergo, feci le valigie, presi il passaporto dalla stanza del tour manager e poi presi il primo volo per Londra. Tutto accadde alle 6:30 del mattino e io arrivai a casa una mezz'ora dopo le 10. Lascia un biglietto in cui spiegavo che non sarei tornato”.

Smith di fatto lasciò la band nel bel mezzo del tour, quando mancavano ancora numerose date in Svizzera, Francia e Belgio. “Per me era finita – ha raccontato ancora – quando tornai a casa, però, inaspettatamente mio padre non voleva farmi entrare. ‘Hai una responsabilità come artista’, mi disse. ‘Le persone hanno comprato i biglietti, quindi devi tornare in tour’”. Nel frattempo anche Gallup aveva deciso di abbandonare il gruppo. Alla fine, però, entrambi tornarono sui loro passi, almeno per finire il tour. Quella non fu una bella idea, visto che le cose continuarono ad andare male: durante un altro concerto, il bassista offese il cantante al microfono e lui, in risposta, gli tirò le bacchette della batteria, iniziando una vera e propria rissa sul palco.

Gallup lasciò di nuovo la band, questa volta in modo ufficiale; poi tornò tre anni dopo e per fortuna sia lui che Robert Smith decisero di mettere una pietra sopra a quanto era successo. I Cure continuarono così la loro carriera, collezionando altri grandissimi successi.

 

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