The Beatles, Abbey Road: la storia nascosta dietro ogni canzone dell’album

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The Beatles, Abbey Road: la storia nascosta dietro ogni canzone dell’album

L’ultimo vero album dei Fab Four fu pubblicato il 26 settembre del 1969. La genesi e la storia di ogni brano

Il 26 settembre del 1969 i Beatles pubblicarono Abbey Road, il loro undicesimo album nonché l’ultimo registrato insieme, visto che di lì a poco la band si sciolse. Oggi compie quindi 51 anni e per celebrarlo abbiamo deciso di raccontarvi la storia che si nasconde dietro ogni singola canzone che lo compone.

Come Together

Questo brano nasce da un’idea che Lennon scrisse poco tempo prima per una campagna dell’attivista americano Timothy Leary contro Ronald Reagan: l’iniziativa, però, fallì e in seguito Leary finì persino in prigione. Ciò che accadde permise così a Lennon di riutilizzare il brano che fu da lui concepito sullo stile di Chuck Berry, ispirandosi alla sua hit You Can’t Catch Me. Paul McCartney suggerì di rallentare un po’ il ritmo per differenziare un po’ la canzone da questo brano ma ciò non servì a evitare ai Fab Four dei problemi con l’etichetta discografica di Berry che sottolineò l’eccessiva somiglianza tra le due canzoni: il produttore Morris Levy fece causa al gruppo di Liverpool ma alla fine trovarono un accordo. John Lennon avrebbe registrato alcune canzoni di Levy, brani che poi finirono nell’album del 1975 dal titolo Rock ‘n’ Roll.

Something

Questa canzone fu composta da George Harrison e nel tempo è diventato il brano che è stato interpretato più volte da altri artisti, dopo Yesterday. Inizialmente durava 8 minuti, poi la parte finale suonata da Lennon al piano è stata eliminata. Con Something, George Harrison dimostrò di essere un ottimo compositore e di aver raggiunto ormai il livello di John e Paul.

Maxwell’s Silver Hammer

Questo brano fu scritto da Paul McCartney e racconta la storia di uno studente omicida. Il musicista teneva molto a questo brano e si impegnò molto nella sua registrazione, facendo 21 prove solo il primo giorno e impiegando molti giorni per completare il lavoro che voleva fosse perfetto. Per simulare il suono del martello, McCartney si procurò addirittura un’incudine da un fabbro; mentre lui si impegnava così tanto per questo pezzo da sembrarne ossessionato, i suoi compagni, invece, non ne erano affatto contenti. Lennon non partecipò alla registrazione di questa canzone e in seguito rivelò di odiarla. In realtà, anche a Ringo Starr non piaceva e la considerava la peggiore canzone della band; in un’intervista disse persino che le sessioni di registrazione di questo pezzo furono le peggiori della loro intera carriera.

Oh! Darling 

Anche questo è un brano di McCartney e, anche in questo caso, il musicista lavorò a lungo per renderlo perfetto, in particolare per quanto riguarda la parte vocale. Voleva che sembrasse come se “la cantasse tutti i giorni sul palco”; in seguito Lennon lo criticò, sostenendo che la sua voce sarebbe stata molto più adatta. Tuttavia, sebbene ci volle più di un mese, alla fine McCartney fu molto soddisfatto del lavoro svolto e aggiunse al brano anche le parti di piano, mentre George Harrison in questo caso suonò il basso.

Octopus’s Garden

Questo fu il secondo brano dei Beatles composto da Ringo Starr e nacque in un momento difficile. Il batterista, infatti, abbandonò la band per un periodo durante le registrazioni del White Album. L’attore e cantante britannico Peter Sellers gli prestò lo yacht e Ringo partì per un viaggio in Sardegna con la sua famiglia. Fu proprio a bordo dello yacht che il musicista ebbe la possibilità di ascoltare delle storie marinaresche raccontate dal capitano della nave, tra le quali una sul polpo. Fu proprio questa a dargli l’ispirazione per questo brano che compose con l’aiuto di George Harrison. Durante la registrazione della canzone la band utilizzò anche degli “effetti speciali” con degli strumenti particolari per ottenere un suono simile a un gorgoglio e per far sembrare che loro suonassero sott’acqua.

I Want You (She’s So Heavy)

Questa canzone piena di passione fu composta da John Lennon e fu la prima a essere provata in studio: il musicista, insieme a George Harrison, iniziarono subito a lavorarci con l’intenzione di conferire al brano un sound massiccio che rispecchiasse il tema ossessivo del testo. La band dovette poi decidere come concludere la canzone; John Lennon suggerì di tagliarla in modo brusco e la cosa, mai sperimentata prima, funzionò. 

Here Comes the Sun

Questo famosissimo brano fu composto da George Harrison e nacque da un periodo difficile vissuto dal musicista. Dopo un inverno molto stressante per lui, finalmente si intravidero i primi segni dell’arrivo della primavera e fu proprio questa situazione a ispirarlo. “Questa canzone fu scritta in un periodo dove andare alla Apple Records era diventato come andare a scuola – ha raccontato Harrison nella sua autobiografia I Am Mine – andavamo lì tutti i giorni a fare gli uomini d’affari e a firmare un mucchio di carte. Così un giorno ho deciso di prendermi una pausa e sono andato a casa di Eric Clapton. Il sollievo di non dover andare lì e incontrare tutti quei contabili impettiti era qualcosa di meraviglioso, così sono uscito in giardino con una delle chitarre acustiche di Eric e ho scritto Here Comes the Sun”.

Because

Because è stata l’ultima canzone registrata per Abbey Road. A ispirarla fu la moglie di John Lennon, Yoko Ono, che era una pianista di musica classica. Un giorno, mentre lei stava suonando la bellissima Sonata n.14 di Beethoven, nota come Moonlight Sonata, John iniziò a pensare se fosse possibile invertire gli accordi di quella melodia per creare qualcosa di nuovo. In seguito, lui, Paul e George cantarono una melodia divisa in tre parti e in tre tempi separati, così da ottenere nove voci. Il produttore Martin decise di aggiungere il clavicembalo, strumento che ora McCartney custodisce nel suo studio personale.

You Never Give Me Your Money

Questo è il primo brano del Medley contenuto nel lato B di Abbey Road. Per scrivere questa canzone McCartney trovò ispirazione in ciò che stava succedendo alla Apple Records, dove il manager Allen Klein e l’avvocato John Eastman si contendevano il controllo del gruppo. “Non ci davano che carte – Harrison spiegò in seguito – ci davano solo documenti in cui era indicato quanto guadagnavamo e altri dati ma non ci veniva mai specificato il valore in sterline e centesimi”. I Beatles realizzarono questo pezzo utilizzando parti di canzoni mai completate; sebbene Eastman poi divenne il suocero di Paul, i problemi legali e finanziari tra la band e la casa discografica andarono avanti per molti anni. In seguito, McCartney ammise che questa canzone era una sua personale invettiva contro il comportamento di Klein nei loro confronti, fatto di sole promesse e ben pochi fatti.

Sun King

L’apertura di questo brano ricorda i Fleetwood Mac perché, come spiegò poi Harrison, la loro canzone Albatross fu una fonte di ispirazione per la sua composizione. All’inizio della canzone, Lennon canta frasi senza senso mischiando parole in spagnolo, italiano e portoghese; questa idea sembra nacque da un sogno che il musicista fece in quel periodo.

Mean Mr. Mustard

Un primo demo di questo brano fu registrato nel maggio del 1968 da Lennon a casa di George Harrison. Il testo fu ispirato da una storia di cronaca con protagonista un uomo avido che nascondeva i suoi soldi nel retto. In corso d’opera, un nome presente nel testo fu cambiato da Shirley a Pam, per fare in modo che la canzone fosse legata a quella successiva, Polythene Pam.

Polythene Pam

Per questo brano Lennon si è ispirato a due donne del suo passato. La registrazione non fu tra le più semplici; Ringo Starr, ad esempio, fu costretto a registrare più volte le sue parti nel tentativo di perfezionarle. Nella sua parte cantata, invece, McCartney andò troppo lungo su una nota e voleva rifarla, ma i suoi compagni, invece, apprezzarono quell’errore involontario e lo lasciarono così.

She Came in Through the Bathroom Window

Per questa canzone Paul McCartney si ispirò a un fatto che accadde davvero: una sua fan accanita, infatti, un bel giorno si arrampicò con una scala ed entrò dalla finestra nella sua casa londinese in Cavendish Avenue. La ragazza non fu l’unica a compiere un’impresa simile: i vicini del musicista raccontavano di continue incursioni da parte dei fan dei Beatles. In seguito Joe Cocker realizzò una cover di questo brano.

Golden Slumbers

Le origini di questo brano sono molto lontane: risalgono a quando McCartney trovò a casa del padre lo spartito di una ballad di Thomas Dekker, un poeta e drammaturgo elisabettiano. Paul modificò un po’ il testo per il quale compose poi la musica. In seguito raccontò che, poiché non era in grado di leggere la partitura, non riuscì a carpire la melodia originale e così ne creò una sua. Quando scrisse questo pezzo non sapeva che quella ballad avesse 400 anni.

Carry That Weight

Anche questo pezzo fu ispirato dalla complicata situazione alla Apple Records, una situazione che pesava molto sui Fab Four, ed ecco spiegato il titolo. Proprio perché è sullo stesso argomento, McCartney riprese la melodia di You Never Give Me Your Money, cambiando però il testo.

The End

In questa canzone ciascun componente dei Beatles esegue un assolo, persino Ringo Starr, per il quale fu l’unico in tutta la carriera con la band. Paul, George e John registrarono una parte ciascuno del lungo assolo di chitarra in questo ordine; la registrazione fu fatta in presa diretta e la prima prova fu quella definitiva.

Her Majesty

Her Majesty è un brano acustico di soli 23 secondi che inizialmente avrebbe dovuto essere posizionato tra Mean Mr. Mustard e Polythene Pam nel medley. Poi, però, McCartney cambiò idea e decise di eliminarla del tutto; non sapendolo, il tecnico che lavorò al disco pensò semplicemente di doverla spostare e così la mise in fondo, come ultima traccia. Questo involontario errore trasformò Her Majesty nella chiusura perfetta di Abbey Road: al gruppo piacque l’idea di inserirlo come brano finale, un pezzo che in seguito McCartney definì come “una sorta di canzone d’amore per la Regina”.

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