Marilyn Manson: “Il film Rocketman di Elton John mi fa piangere ogni volta che lo rivedo”

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Marilyn Manson: “Il film Rocketman di Elton John mi fa piangere ogni volta che lo rivedo”

Il Reverendo ha detto la sua sul biopic e ha parlato anche della sua collaborazione con Shooter Jennings

A qualcuno potrebbe sembrare strano, dato che sono due artisti molto lontani musicalmente, ma in realtà Marilyn Manson apprezza molto Elton John e ama la sua musica. Lo ha rivelato in una nuova intervista per Revolver: “Elton John ha scritto canzoni bellissime - ha detto - non solo a livello musicale, ma anche per i testi che sono struggenti. Il film mi è piaciuto immensamente, ho pianto ogni volta che l’ho visto. E non mi crea problemi dirlo perché è davvero un film speciale”.

Nell’intervista Manson ha parlato anche del suo ultimo album, intitolato We Are Chaos, in uscita il prossimo 11 settembre. Il disco è stato anticipato dall’omonimo singolo che sta già riscuotendo successo. Per questo lavoro il Reverendo si è avvalso della preziosa collaborazione di Shooter Jennings e in questa intervista ha parlato proprio del rapporto speciale che si è creato con il musicista e produttore: “Tra me e Shooter si è sviluppato un rapporto fraterno molto intenso, siamo migliori amici – ha detto – in passato spesso entravo in scena ai miei concerti cantando la sua canzone F**k You (I’m Famous) ancora prima di conoscerlo di persona. In seguito lui mi ha detto di aver imparato molto a livello musicale e anche nello studio della chitarra ascoltando Antichrist Superstar”.

Lavorare con Shooter è una cosa diversa – ha proseguito – io e lui ci siamo conosciuti poco prima che iniziassi a lavorare nella serie TV Sons Of Anarchy. A lui era stato chiesto di contattarmi e fino a quel momento non ci eravamo mai incontrati prima. Ci è stato chiesto di realizzare una canzone insieme per la stagione finale di questa serie. A quel tempo, però, non ci piaceva molto la direzione che ci avevano detto di seguire per quel pezzo. Quindi all’inizio non c’è stato un grande feeling tra di noi, poi alla fine anche io sono entrato a far parte del cast della serie”.

Inizialmente, dunque, i due artisti non si sono trovati subito in sintonia; ma in seguito le cose sono cambiate. “La prima volta che abbiamo lavorato insieme è stato per realizzare la sua cover di Cat People per il suo album Countach (For Giorgio), un tributo a Giorgio Moroder – ha raccontato ancora Manson – e a me è piaciuto così tanto. A tutti e due è piaciuto collaborare. Così siamo diventati amici ma poi entrambi abbiamo iniziato a fare tour e così è diventato difficile trovare il tempo per lavorare insieme. Così ci alternavamo, a volte lavoravamo nel suo studio, a volte nel mio e altre volte in un altro studio che poteva ospitare la sua intera band, composta anche da archi, batteria e altri strumenti”.

Ed è stato così che tra il Reverendo e Shooter Jennings è nato il sodalizio musicale. Per Manson è stato importante perché è riuscito a sperimentare cose nuove grazie all’amico: “In seguito – ha proseguito – abbiamo iniziato a comporre con il pianoforte e la voce e ci è sembravo fantastico trovare un modo per far sì che la mia voce con il piano suonasse in un modo del tutto nuovo. Mi è sembrato come se potessi esplorare posti nei quali non ero mai stato prima di quel momento. Tonalità diverse, ritmi diversi, o anche solo qualche elemento o quale idea diversa. A volte, mentre ero in tour, inviavo a Shooter pagine con testi di canzoni e varie idee. Lui me li rimandava indietro con la musica. Oppure, quando ci incontravamo una o due settimane più tardi, ci sedevamo e lui mi diceva ‘Cosa ne pensi di questo?’, e mi faceva ascoltare la musica che un mio testo gli aveva ispirato. All’inizio, insomma, in un certo senso eravamo come Elton John e Bernie Taupin. Non so quale dei due potrei essere io. In realtà, credo sia al contrario nel nostro caso”.

Curiosamente – ha detto ancora il Reverendo – proprio nel periodo in cui abbiamo iniziato a lavorare al disco, Shooter ha vinto dei Grammy per il lavoro con Brandi Carlile. Così siamo andati al concerto della cantante che è stato un tributo all’album Blue di Joni Mitchell. Lì abbiamo incontrato Elton John che mi ha salutato baciandomi sulle guance e io mi sono praticamente commosso”.

Per il Baronetto, insomma, Manson nutre una profonda stima, così come per il suo amico e collaboratore Shooter Jennings, grazie al quale ha detto di aver realizzato davvero un grandioso album, che segnerà un nuovo capitolo della sua carriera. Il Reverendo in ogni album cambia qualcosa, riesce sempre a reinventarsi e a stupire il pubblico, pur rimanendo fedele a sé stesso. A tal proposito, nell’intervista il rocker ha parlato anche del processo creativo che lo porta alla composizione di un album.

Penso sia difficile ricordare come sia andata per ogni disco – ha detto – ma ricordo che ogni volta per me è stato importante iniziare da una prima canzone. Poi quando diventano due canzoni, improvvisamente ti rendi conto che stai iniziando a realizzare un album. Penso sia così che funzioni con me. Ricordo di aver provato scrupolosamente a cambiare colore di capelli, dal nero al rosso. Molte volte tutto inizia con un cambiamento nel mio look. Proprio mentre stai creando nuova musica – ha sottolineato – senti il bisogno di cambiare pelle come un serpente. Di recente ho scoperto che alcune tarantole cambiano il loro intero corpo, comprese le zanne, cosa molto insolita. Non sono un grande fan dei ragni – ha concluso - ma non mi fanno paura”.

Con We Are Chaos, dove ha potuto contare sul prezioso aiuto e sul talento dell’amico Shooter Jennings, Marilyn Manson ha cambiato pelle un’altra volta ed è pronto a regalare ai fan un altro viaggio nel suo universo musicale.

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