Lars Ulrich: "ecco quando i Metallica hanno iniziato a guadagnare qualche soldo per la prima volta"

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Lars Ulrich: "ecco quando i Metallica hanno iniziato a guadagnare qualche soldo per la prima volta"

Il batterista ha spiegato che la band voleva solo suonare e divertirsi e che il denaro non è mai stato una reale priorità

Oggi sono una delle band rock-metal più famose del mondo, ma quando hanno intrapreso la loro carriera non avrebbero mai immaginato di ottenere un successo simile. Stiamo parlando dei Metallica: in una nuova intervista per GQ Magazine, Lars Ulrich ha ripercorso gli esordi della band e ha raccontato quale fu la loro reazione di fronte ai primi soldi guadagnati grazie alla musica.

Il batterista non ricorda quando ha capito di voler diventare un musicista professionista: “Non sono sicuro che sia accaduto in un giorno specifico – ha detto – sono cresciuto nel mondo del tennis e dello sport e, a un certo punto, inconsapevolmente ho pensato che avrei seguito le orme di mio padre in quel campo. Quando avevo 16-17 anni, invece, mi sono reso conto che non sarebbe andata così, ma non so se ho pensato di diventare un musicista proprio in quel periodo. Ho sempre amato la musica, l’energia, lo spettacolo del rock ‘n’ roll, la musica è sempre stata la mia passione”.

Ho già raccontato questa storia un paio di volte – ha proseguito – quando eravamo all’incirca a metà del tour del 1986 di Master Of Puppets, abbiamo aperto i concerti di Ozzy Osbourne per circa 6-8 mesi e l’ultimo show negli Stati Uniti fu da qualche parte in Virginia. Il nostro manager venne da noi e facemmo una riunione a bordo del nostro bus, nel pomeriggio prima dello show. Lui si sedette e ci informò che avevamo guadagnato abbastanza soldi per poterci comprare tutti una casa una volta finito quel tour. Fu tutto abbastanza surreale, perché fino a quel momento i soldi non erano mai stati una motivazione. Io avevo circa 22 anni – ha detto ancora – dunque avevamo iniziato da circa 5 anni e tutto ciò che volevamo era divertirci, suonare, uscire insieme come un gruppo, bere un paio di birre e fare cose di questo genere. Scoprire all’improvviso che avremmo potuto comprarci una casa se avessimo voluto fu una sensazione davvero strana onestamente, e penso che quello fu il momento in cui ho davvero capito che avrei fatto il musicista professionista nella vita. Fu nell’agosto del 1986”.

In seguito, Ulrich ha parlato della sua formazione musicale: “Mio padre mi portò a vedere i Deep Purple nel 1973 – ha raccontato – avevo 9 anni e il giorno successivo andai in bici al negozio di dischi della mia zona che distava circa 10 minuti da casa mia e comprai l’album della band del 1971 intitolato Fireball”.

A proposito dei suoi gruppi preferiti, c’è una canzone che il batterista vorrebbe aver composto nella sua carriera: “Quando avevo 15-16 anni, vivevo a Los Angeles, dove mi ero trasferito dalla Danimarca da circa uno o due anni – ha raccontato – andavo a scuola nella Contea di Orange. In quel periodo andava molto la new wave dell’heavy metal proveniente dalla Gran Bretagna. Tra il 1979 e il 1981 acquistai molti dischi che mi venivano spediti dall’Inghilterra. Esisteva un’azienda che spediva i dischi per posta, la Old Records, bastava inviare i soldi per ricevere tutti gli album appena usciti. Fu così che ottenni una compilation della MCA Records intitolata Brute Force. Avevo letto di recente di questa band chiamata Diamond Head in Sounds. Non l’avevo mai ascoltata prima. La canzone che apriva quel disco era una delle loro e si intitolava It’s Electric”.

Quando ascoltai quel pezzo – ha continuato – di conseguenza finii per suonarlo per tipo 9000 volte in un mese. Se è mai esistita una canzone che mi ha fatto provare il desiderio di far parte di una band, penso proprio che sia questa. In quel periodo non facevo parte di un gruppo, stavo ancora dietro al tennis, sebbene quel sogno stesse sfumando molto rapidamente. Mentre ascoltavo quella canzone, pensavo ‘Se solo potessi suonare questo brano o far parte di un mondo dove poter vivere la mia vita suonando canzoni del genere, è proprio questo che vorrei fare’”.

Fu così che Lars Ulrich capì qual era la sua strada e in seguito si adoperò per realizzare il suo sogno. Oggi il batterista con la sua band può vantare una carriera di oltre 30 anni alle spalle e un ricco repertorio di brani, tra i quali il suo preferito resta Sad But True: “Adoro suonare questo pezzo – ha spiegato – lo eseguo in modo diverso ogni volta. Adoro il suo ritmo e cerco di dargli una diversa interpretazione ogni volta che lo suono”. In attesa di poter rivedere i Metallica dal vivo, intanto il 28 agosto è uscito S&M2, l’album live della seconda esperienza della band con la San Francisco Symphony Orchestra.

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