Rage Against The Machine: ufficiale la reunion. Annunciate le prime cinque date

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Rage Against The Machine, nel brano Killing In the Name si nasconde un riferimento ai Led Zeppelin!

Per la composizione di questo pezzo Tom Morello si è ispirato alla leggendaria band inglese

Nel 1992 i Rage Against The Machine hanno dato spettacolo al Lollapalooza: mischiando rap e hard rock, la band ha subito conquistato il pubblico con brani che avevano anche una notevole connotazione politica, come ad esempio Bullet In The Head e Killing In The Name. Quest’ultimo pezzo, in particolare, è diventato un vero e proprio inno, un canto di ribellione che è stato poi utilizzato svariate volte nell’ambito di proteste e manifestazioni negli Stati Uniti, anche di recente.

Quando suoniamo questa canzone dal vivo – ha detto Tom Morello a Triple J – posso dire di non aver mai visto nulla di simile”. Il pubblico, infatti, si lascia coinvolgere dal ritmo ma anche dal testo della canzone, che è un vero invito alla rivolta contro l’establishment. Nello specifico, è l’ultimo verso del brano, “F**k you, I won’t do what you tell me”, a essere diventato ormai una sorta di simbolo.

Tuttavia, non tutti sanno che in Killing In The Name si nasconde un omaggio ai Led Zeppelin. A rivelarlo è stato lo stesso Tom Morello, il quale ha spiegato che, mentre componeva il pezzo, ha pensato proprio alla leggendaria band di Jimmy Page e Robert Plant. Nella già citata intervista, il chitarrista ha spiegato che i RATM hanno composto questo brano quando erano ancora agli esordi, molto tempo prima del loro primo concerto. “Quando abbiamo iniziato a stupire le persone con quei riff e il ritornello del ‘f**k you’, è stato entusiasmante sin da subito”, ha spiegato, sottolineando il potere di questo pezzo che è riuscito subito a conquistare i fan.

Morello ha iniziato a comporre questa canzone mentre stava tenendo una lezione di chitarra a un suo allievo nel 1991: “Stavo mostrando al ragazzo come fare un’accordatura Drop D – ha detto il musicista a Rolling Stone – questo tipo di accordatura ti suggerisce diversi pattern da suonare e il primo che ho suonato in quell’occasione è stato proprio il riff di Killing In The Name”.

In quel preciso istante, Morello si è reso conto di aver creato qualcosa di interessante, così ha detto al suo allievo di fare una pausa e si è messo a suonare quel riff e a registrarlo per poi riascoltarlo più tardi. In seguito, il musicista lo ha perfezionato e ha creato un arrangiamento che ha poi presentato ai suoi compagni di band, con l’aiuto dei quali la canzone è stata poi ultimata.

Nel processo creativo è stata inclusa una parte che, come ha spiegato Morello, è un chiaro riferimento ai Led Zeppelin: si tratta del riff che si alterna al verso “Now you do what they told ya” e che richiama in modo abbastanza evidente l'attacco del celeberrimo brano Good Times Bad Times contenuto nell’album di debutto della band britannica, pubblicato nel 1969.

Proprio perché questa parte ricordava troppo lo storico pezzo, l’etichetta discografica ha chiesto ai RATM di eliminarla dalla loro canzone. La band, però, si è rifiutata di farlo e così quel richiamo ai Led Zeppelin è rimasto: “Penso che la storia abbia confermato che la nostra decisione sia stata quella giusta”, ha dichiarato Morello in proposito ed è difficile dargli torto, visto che Killing In The Name ha avuto un enorme successo e di certo non sarebbe più la stessa canzone senza quella parte così significativa e coinvolgente.

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