Red Hot Chili Peppers, la storia della canzone che la band scrisse in memoria di Kurt Cobain

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Red Hot Chili Peppers, la storia della canzone che la band scrisse in memoria di Kurt Cobain

La band californiana e il frontman dei Nirvana erano molto amici e la sua morte fu un duro colpo per loro

I Red Hot Chili Peppers erano amici di Kurt Cobain: all’inizio della loro carriera, i Nirvana aprirono diversi concerti della band californiana ed è proprio nel backstage di quegli show che si conobbero. La morte del frontman sconvolse i componenti del gruppo, in particolare Anthony Kiedis. Per lui fu davvero un duro colpo e forse è proprio per questo che in seguito la band dedicò una canzone al cantante.

Si tratta di Tearjerker, un’intensa e struggente ballata rock contenuta nel sesto album in studio dei Red Hot Chili Peppers, One Hot Minute, pubblicato nel 1995. Il testo della canzone parla proprio dell’amico morto suicida. All’inizio del brano, Anthony Kiedis ricorda il tragico momento in cui venne a sapere della morte di Kurt: “La mia bocca si spalancò – canta il frontman – sperai che quella verità fosse infondata. Rifiutavo di credere alla notizia”. Nel brano Kiedis continua evocando i suoi ricordi dell’amico, raccontandone le qualità e la personalità.

Nel suo racconto, Anthony ricorda il suo primo incontro con Kurt, quando lo vide per la prima volta seduto nel backstage indossando un costume e lo definì “il disordine perfetto”. "Questo non lo saprai mai - canta Kiedis - ma volevo fortemente che tu ricambiassi il mio amore". L’affetto per l’amico in seguito emerge nella descrizione che fa di lui, parlando, ad esempio, delle sue “basette” che gli piacevano tanto, così come “la fossetta sul mento” e i suoi “pallidi occhi blu”. La parte più commovente di questa canzone, però, è sicuramente il ritornello, quando Anthony descrive la tragica morte di Kurt: “Abbandonato sul pavimento, lasciavi il tuo corpo, quando gli alti diventano bassi e ai bassi ci si deve abituare, è così difficile restare. Immagino che ora tu sappia che ti voglio così tanto bene”.

Nella sua autobiografia Scar Tissue, Kiedis ha affrontato questa storia che lo ha fatto soffrire molto: “Fu una batosta a livello emotivo – ha scritto – l’abbiamo accusata tutti. Non so per quale motivo tutti si sentissero così vicini a quel ragazzo. Era amato, affettuoso e inoffensivo in uno strano modo. Per tutte le sue urla e tutta l’oscurità che aveva dentro, lui era semplicemente adorabile”. 

Questa grave perdita per Anthony Kiedis significò, in un certo senso, rivivere altri due pesanti lutti che lo colpirono negli anni precedenti: il primo fu nel 1988, quando il suo amico di sempre nonché co-fondatore e chitarrista della band Hillel Slovak morì per un’overdose di eroina. Il secondo fu nel 1993 quando l’attore River Phoenix, amico di tutta la band, morì sempre a causa dell’abuso di sostanze stupefacenti.

Anche Anthony faceva uso di droga e la morte di Cobain di certo lo fece riflettere: “Cosa diavolo dovrei fare adesso? – canta ancora in Tearjerker – sono destinato a perdere”. Nello stesso album è presente un’altra canzone che Kiedis scrisse pensando ai suoi amici: non a caso si intitola My Friends e il testo parla di depressione e solitudine, due costanti nelle vite di questi giovani artisti che si autodistruggevano con le loro stesse mani, facendo uso di droga.

Fortunatamente, a differenza dei suoi amici, Kiedis alla fine è riuscito a trovare la sua strada e a chiudere quel triste capitolo della sua vita. Tearjerker è uno dei pezzi meno conosciuti dei Red Hot Chili Peppers e forse andrebbe rivalutato per la sua potente carica emotiva: questa canzone parla del frontman dei Nirvana, ma in un certo senso parla anche di tutti gli altri, fino ad acquistare un senso universale. È il ricordo di un periodo buio per Kiedis e i suoi compagni, ma è anche la celebrazione del grande artista che era Kurt Cobain: “Chi soffre può dare molto – canta Kiedis nell’ultima strofa – tu mi hai dato molto”. L’icona del grunge, in effetti, ha dato tanto, sia alla musica sia a tutti i fan che lo ascoltano e lo amano ancora oggi.

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