Chester Bennington, il batterista dei Grey Daze: “A 15 anni era più bravo di Eddie Vedder e Layne Staley”

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Chester Bennington, il batterista dei Grey Daze: “A 15 anni era più bravo di Eddie Vedder e Layne Staley”

Il batterista della prima band di Chester ricorda gli anni dell'adolescenza e i primi concerti insieme

Com’è ormai noto, i Grey Daze, ossia la prima band nella quale ha militato Chester Bennington, il prossimo 10 aprile pubblicherà un album dal titolo Amends, disco realizzato utilizzando le parti vocali che il cantante ha registrato quando aveva solo 17 anni

Il batterista della band, Sean Dowdell, ha raccontato qualche dettaglio in più relativo al periodo in cui la band era attiva e anche a proposito del suo legame con Chester. Oggi Sean è un imprenditore di successo, fondatore del brand Club Tattoo, ma non dimentica il suo passato nella musica. 

A quel tempo io e Chester eravamo migliori amici – ha detto a Talkin’ Rock With Meltdown – poi lui ha formato i Linkin Park e ha pubblicato con loro il primo album. Poi abbiamo riparlato tempo dopo l’uscita del disco, ci siamo riconciliati e siamo tornati subito a essere amici. Quando l’ho conosciuto io avevo 17 anni – ha proseguito – lui, invece, aveva 15 anni quando ha fatto il provino per la nostra band. Era più bravo di Eddie Vedder a quel tempo. Era in grado di cantare alla Kurt Cobain, ma aveva anche qualcosa di Layne Staley e di Perry Farrel che lo rendeva davvero speciale. Aveva insomma una voce che poteva interpretare una vasta gamma di generi musicali, poteva davvero cantare qualsiasi cosa ed era incredibile”. 

Dopo lo scioglimento dei Grey Daze, Chester e Sean hanno seguito percorsi diversi per poi ritrovarsi qualche anno fa, quando hanno deciso di fare una reunion: “Mi ha chiamato nel 2016 mentre era in tour – ha raccontato ancora l’ex batterista – io di solito organizzavo delle feste ad ogni anniversario del Club Tattoo e in queste occasioni io e Chester tornavamo a suonare insieme. Suonavamo di fronte a 4mila-5mila persone e facevamo queste grandi feste. Così quel giorno gli ho detto ‘Facciamo un altro Club Tattoo party. E ho un’altra idea: rimettiamo insieme i Grey Daze per l’occasione’”.

Ecco dunque com’è nata l’idea di riunire la band: “Gli ho anche detto tipo ‘Mi manca suonare con te, penso che sarebbe divertente. E vorrei avere di nuovo una mia rock band’ – ha raccontato ancora Sean – poi le cose si sono sviluppate nei mesi seguenti, abbiamo iniziato a fare le prove, abbiamo iniziato a parlare di ripubblicare i dischi che avevamo realizzato insieme in passato. Avevamo un catalogo piuttosto esteso e avremmo potuto far uscire di nuovo alcuni dischi e tornare un po’ sulla cresta dell’onda, così abbiamo iniziato a riscrivere le canzoni. Poi Chester se n’è andato nel luglio del 2017 e così io ho bloccato tutto ciò che stavamo facendo. Il mondo si è fermato quando Chester è scomparso”. 

Inutile dirlo, per Sean la perdita di Chester è stata un dolore enorme, perché erano amici da tantissimi anni e facevano un sacco di cose insieme, non solo suonare, ma anche giocare a basket, andare a cena insieme e tutte le cose che fanno due amici molto legati: “Per me stare con lui era qualcosa di quotidiano – ha spiegato – non l’ho mai considerato come tutti gli altri facevano, ossia una grande rock star. Lui era semplicemente mio amico e insieme stavamo per rimettere in piedi la nostra band. Nella vita di Chester ho avuto spesso il ruolo di ‘fratello maggiore, lui si ispirava a me e penso mi ammirasse molto, come io ammiravo lui. Quindi  in quel momento non ho pensato ‘Oh, suonerò in una band con una grande rock star’- ha sottolineato – per me era più ‘Tornerò a fare delle jam con il mio amico e faremo della roba davvero forte’. Ecco come stavano davvero le cose ed ecco com’è nato tutto per me. Ovviamente Chester era davvero una grande rock star e noi avremmo fatto tutte queste cose su una scala più ampia. Penso che una parte di tutto questo – ha concluso – fosse inclusa nel progetto, ma di certo non era il mio primo pensiero”.

A breve i Grey Daze pubblicheranno comunque l’album al quale stavano lavorando con Chester e lo faranno in sua memoria e per far conoscere ai suoi fan anche la musica risalente a quella fase della sua carriera che ha preceduto il grande successo con i Linkin Park.

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