«Ho sempre voluto avere una chitarra rossa, perché volevo suonare come il mio chitarrista preferito di sempre. Ancora oggi sogno di riuscire a suonare come lui. Hank Marvin». Mark Knopfler ha spiegato così al proprio pubblico, durante un concerto alla Wembley Arena del tour di Brothers in Arms da dove nasce la sua attrazione verso la chitarra elettrica.
Hank Marvin, nato a Newcastle nel 1941 è il chitarrista degli Shadow, la band (formata anche dal batterista Brian Bennett e il chitarrista Bruce Welch) che dal 1958 accompagna dal vivo Cliff Richard, il creatore di un suono metallico e scintillante che ha gettato le basi del rock inglese influenzando la generazione successiva di fenomeni, da George Harrison a Eric Clapton, da David Gilmour a Pete Townshend, da Ron Wood a Tony Iommi a Brian May.
Nel 1959 Cliff Richard compra ad Hank Marvin una Fender Stratocaster Fiesta Red rossa che diventa un’icona: si dice sia stata la prima Stratocaster in assoluto mai arrivata in Inghilterra. Tutti hanno detto di essere rimasti segnati per sempre dai brani strumentali degli Shadow, da Apache a Kon-Tiki a Wonderful Land e dal suono prodotto dalla combinazione tra la Stratocaster di Hank Marvin e gli amplificatori Vox (fondamentali per le band in Inghilterra fino all’arrivo dei Marshall), che hanno reso la band uno dei pià grandi successi nella storia della musica inglese dopo Elvis Presley e i Beatles.
Mark Knopfler è nato nel 1949 ed è cresciuto a Newcastle e ha iniziato ad interessarsi alla musica dopo aver ascoltato lo zio Kingsley suonare il pianoforte e l’armonica. Subito dopo, quando aveva tredici anni e lavorava nei weekend nella redazione dell’Evening Standard sono entrati nella sua vita Chet Atkins, Scotty Moore (chitarrista di Elvis Presley), B.B.King, Djagno Reinhardt e Hanw Marvin. «Passavo il tempo con il naso schiacciato contro le vetrine dei negozi di strumenti, ammirando le chitarre elettriche» ha raccontato, «Leggevo i cataloghi della Fender dalla prima all’ultima pagina, era tutto ciò che desideravo». A quindici anni, suo padre Erwin Knopfler (un architetto ebreo ungherese fuggito in Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai nazisti) riesce a regalargli la sua prima chitarra, una Hofner Super Solid, pagandola cinquanta sterline. «Non era certo quello che desideravo» ha raccontato Mark Knopfler, «Ma l’ho sempre amata tantissimo». Per suonarla come il suo idolo Hank Marvin, Mark Knopfler ha bisogno anche di un amplificatore ma non ha il coraggio di chiedere a suo padre di affrontare anche quella spesa. «Così ho smontato la radio che avevamo in casa, ho studiato come attaccare la chitarra alle sue componenti per avere almeno un watt o due di potenza. Una volta scoperto che funzionava non volevo più staccarmi da quella radio. La tenevo di fianco al letto».

