«Le nostre storie, i libri e i film sono il modo in cui cerchiamo di gestire il caos traumatico della vita mentre si svolge» ha scritto Bruce Springsteen nella sua biografia Born to Run «Per me, è uno dei modi per rimanere sano di mente». Uno dei più grandi narratori americani del ventesimo secolo, autodidatta e insofferente alle regole dell’educazione formale per origine sociale e spirito ribelle (“Abbiamo mollato la scuola, dovevamo scappare da quei pazzi” ha scritto in una strofa memorabile di No Surrender dall’album Born in the USA), Bruce ha formato il suo linguaggio con le esperienze di vita, la passione per il rock’n’roll e l’epica della band, le suggestioni cinematografiche (da Thunder Road, titolo di un film di Robert Mitchum a Badlands, tradotto come La Rabbia Giovane che ha ispirato Nebraska) e con i libri dei grandi romanzieri.
«Puoi usare dolore e traumi per forgiare una spada di giustizia e usarla in difesa dell’amore, della vita, della grazia e della benedizione di Dio» ha scritto a proposito della potenza dei libri, «Ma a nessuno è concesso di ricominciare tutto da capo. Nessuno torna indietro e c’è solo una strada per uscire: avanti, attraverso l’oscurità». Una strada illuminata dalla letteratura, e da un elenco di libri che Bruce ha raccontato in un’intervista con il New York Times in cui rispondendo alla domanda “con quali scrittori vorresti passare un a serata?” ha risposto scherzando: «Philip Roth, Lev Tolstoj, Keith Richards e un invitato extra, Bob Dylan. Un bel po’ di vita da raccontare, e le chiacchiere in lingue diverse sarebbero davvero piacevoli».
Oltre al realismo russo di Tolstoj, Dostojevsky e Anton Chechov e a classici senza tempo come L’amore al Tempo del Colera di Gabriel Garcia Marquez, Moby Dick di Herman Melville e Foglie d’Erba di Walt Whitman e American Pastoral di Philip Roth, Bruce Springsteen è inevitabilmente attratto dalle storie raccontate da John Steinbeck (di cui ha trasformato in musica il capolavoro Furore del 1939, creando uno dei suoi album più intensi e potenti, The Ghost of Tom Joad), da Cormac McCarthy: «Il suo La Strada è il libro che mi fa piangere» ha detto parlando del romanzo del 2006 premiato con un Pulutzer e da Richard Ford nella serie di cinque romanzi che comprende Sportswriter, Indipendence Day e The Lay of the Land. Chronicle di Bob Dylan e l’autobiografia Life di Keith Richards sono i titoli musicali insieme a saggi sulla musica americana e su Elvis Presley di due dei più grandi critici musicali di sempre, Greil Marcus e Peter Guralnik, mentre quando gli è stato chiesto quale libro lo abbia formato come uomo, scrittore e cittadino americano, Bruce ha risposto: «Difficile scegliere un titolo, ma le Complete Short Stories di Flannery O’Connor mi hanno colpito forte» ha detti a proposito della raccolta di racconti uscita del 1971, «Si avverte in quelle pagine l’impossibilità di conoscere Dio, e il mistero intangibile della vita che confonde continuamente i personaggi, nel quale mi ritrovo ogni giorno»
Questo è l’elenco dei libri preferiti di Bruce Springsteen
- American Pastoral, I Married a Communist and Sabbath’s Theater, by Philip Roth
- Anna Karenina, by Leo Tolstoy
- Blood Meridian, by Cormac McCarthy
- Chronicles, by Bob Dylan
- Last Train to Memphis: The Rise of Elvis Presley, by Peter Guralnick
- Leaves of Grass, by Walt Whitman
- Life, by Keith Richards
- Lonely Hearts of the Cosmos, by Dennis Overbye
- Love in the Time of Cholera, by Gabriel García Márquez
- Moby-Dick, by Herman Melville
- Mystery Train: Images of America in Rock ‘n’ Roll Music, by Greil Marcus
- The Brothers Karamazov, by Fyodor Dostoyevsky
- Soul Mining: A Musical Life, by Daniel Lanois
- The Complete Short Stories, by Flannery O’Connor
- The History of Western Philosophy, by Bertrand Russell
- The Novels of Jim Thompson
- The Sportswriter, Independence Day and The Lay of the Land, by Richard Ford
- The Stories of Chekhov, by Anton Chekhov

