Nella sua conversazione con Harry Styles nella rubrica Musicians on Musicians, Thom Yorke ha parlato di scrittura e ispirazione e di come abbia sempre considerato la propria voce come uno strumento, che si fonde con le tessiture di chitarra di Jonny Greenwood e Ed O’Brien, le atmosfere di Phil Selway e Colin Greenwood per creare il mondo onirico e struggente dei Radiohead. Per Thom Yorke il processo di scrittura di una canzone è sempre spontaneo e inconsapevole: “Ma quando scrivi una canzone come High and Dry sai che ha scritto qualcosa di davvero importante” ha detto Harry Styles parlando del singolo dall’album The Bends del 1995, scritta da Thom Yorke quando suonava nella sua prima band Headless Chicken e registrata già durante le session di Pablo Honey del 1993 (la versione sull’album è il demo originale). Thom Yorke ha risposto in modo ironico: “Sì, un ragazzo da solo con la chitarra acustica che suona la sua canzone. Vorrei non averla mai scritta, ma non c’è niente di male.”
Poi ha spiegato la sua relazione complessa con il formato tipico della ballad acustica: “Se riesce a comunicarmi qualcosa mi piace, ma non succede spesso. Non ascolto i cantautori, ascolto molta musica elettronica, colonne sonore di film, oppure strane cose folk. Non so perché il cantante da solo con la chitarra acustica non mi dice molto, in fondo The Bends è nato in un momento in cui quel modo di fare musica era tornato. Ma mi piace scoprire altre cose.”
Thom Yorke ha parlato anche del passo successivo dei Radiohead, il capolavoro OK Computer uscito nel 1997 e diventato un album simbolo degli anni 90 con 4,5 milioni di copie vendute: “Quando è uscito non lo sopportavo più, perché avevamo già suonato troppe volte quelle canzoni e invece i nostri manager ci hanno detto: adesso dovete andare in tour per due anni. Li ho letteralmente pregati: vi prego, non posso farlo. Devo andare avanti, fare qualcosa di nuovo.”

