Il nuovo album dei Gorllaz, The Mountain è stato descritto come “Una celebrazione della morte e della rinascita”, un viaggio spirituale attraverso collaborazioni e influenze in cui Damon Albarn e Jamie Hewlett hanno affrontato la perdita dei rispettivi padri immergendosi nella cultura indiana. Dopo aver visitato Jaipur, Nuova Delhi, Mumbai e Varanasi (“Quando assisti ad una cremazione, alla dispersione dell’energia e al rinnovarsi di quell’energia altrove, vedi il ciclo della vita” ha detto Damon Albarn, “Era ovvio che dopo aver lavorato in Mali, Siria ed Algeria sarei arrivato in India”), i Gorillaz sono riemersi nelle classifiche occidentali con un suono che mette insieme tradizione orientale, elettronica e hip hop, registrando con Anoushka Shankar e l’icona della canzone indiana Asha Puthli e alcuni dei più importanti strumentisti indiani come il flautista Ajay Prasanna, i rapper americani Proof, Yasiin Bey Black Thought e la poetessa Kara Jackson, gli inglesi IDLES, Johnny Marr, Gruff Rhys e Paul Simonon e il rapper argentino Trueno.
Ci sono anche le voci di musicisti scomparsi da Bobby Womack a Dave Jolicoeur dei De La Soul a Mark E Smith e Tony Allen. Jamie Hewlett ha raccontato in un’intervista con Rolling Stone India l’idea dietro a The Mountain: “Ho detto a Damon: perché non facciamo un album che faccia avere meno paura della morte alle persone?”. Per promuovere l’album, Jamie Hewlett ha realizzato insieme allo studio The Line un cortometraggio animato di otto minuti intitolato The Mountain, The Moon Cave & The Sad God che racconta con uno stile che ricorda il classico Disney “Il Libro della Giungla” le avventure di Murdoc, Russel, 2D e Noodle che hanno abbandonato la fama e la gloria da popstar per cercare in India quello che Damon Albarn ha definito “una nuova creatività musicale mistica.”
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