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Run To The Hills, l’epica cavalcata degli Iron Maiden verso l’olimpo del rock. Scopri la storia

Dai temi complessi e controversi alla "cavalcata", marchio di fabbrica della band. Tutte le curiosità del brano simbolo dell'heavy metal anni '80

Iron Maiden - Run To The Hills (Official Video)

Pubblicata come singolo il 12 febbraio 1982 con “Total Eclipse” sul lato B, “Run To The Hills” è molto più di un classico dell’heavy metal: è uno dei brani simbolo degli Iron Maiden e uno dei manifesti della New Wave of British Heavy Metal.

Una storia di conquista raccontata da più prospettive
Il brano affronta un tema storico complesso e doloroso: l’arrivo degli europei nel “Nuovo Mondo” e la violenta colonizzazione delle popolazioni native. La particolarità del testo, scritto dal bassista e principale autore della band Steve Harris, sta nella scelta narrativa.

La prima strofa (“White man came across the sea, he brought us pain and misery”) è raccontata dal punto di vista dei nativi americani, in particolare dei Cree, che descrivono l’invasione e le sofferenze subite. La seconda (“Chasing the redskins back to their holes, fighting them at their own game”) adotta invece la prospettiva dei soldati anglosassoni, mostrando il linguaggio e la mentalità dell’oppressore. L’ultima strofa (“Selling them whiskey and taking their gold, enslaving the young and destroying the old”) si sposta su una narrazione più distaccata, quasi cronachistica, che mette a nudo la brutalità dello sfruttamento della popolazione locale.

Il “galoppo” che ha fatto scuola
Musicalmente “Run To The Hills” è costruita su uno dei marchi di fabbrica degli Iron Maiden: il celebre “gallop” ritmico. “Volevo provare a rendere la sensazione dei cavalli al galoppo”, spiegò Steve Harris. “Ma quando la suoni, fai attenzione a non lasciarla scappare via.” Il singolo segnò anche un momento cruciale per la band: fu il primo pubblicato con Bruce Dickinson alla voce, e mise subito in evidenza la sua celebre vocalità che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi del gruppo.

Il successo e le polemiche

Run To The Hills” fu il primo vero successo mainstream degli Iron Maiden nel Regno Unito: la versione del 1982 raggiunse il #7 in classifica, mentre il live del 1985 si fermò al #26. La copertina del singolo, firmata come gran parte dell’iconografia della band da Derek Riggs, raffigurava un nativo americano armato di ascia che lotta contro un diavolo in un’ambientazione infernale, con nuvole grigie a spirale e un cielo notturno rosso fuoco. Lo stesso scenario visivo caratterizzava anche la copertina dell’album The Number of the Beast. L’immagine suscitò qualche controversia: alcuni interpretarono il diavolo come una rappresentazione simbolica dell’imperialismo bianco evocato nel testo. Nel 2002 il brano venne ristampato come singolo per promuovere un tour organizzato dalla band allo scopo di raccogliere fondi per l’ex batterista Clive Burr, colpito da sclerosi multipla.

Influenze e omaggi
L’importanza di “Run To The Hills” si misura anche nella sua influenza. I Metallica, grandi estimatori della New Wave of British Heavy Metal, inserirono un ironico omaggio nel loro mini-EP del 1986 Garage Days Re-Revisited: alla fine dell’ultima traccia, sfumano sull’introduzione del brano dei Maiden, peraltro in modo volutamente stonato. Persino il titolo della biografia ufficiale degli Iron Maiden, scritta da Mick Wall, è un tributo diretto al brano: Run to the Hills.

Un classico senza tempo
Tra ritmo incalzante, consapevolezza storica e potenza melodica, “Run To The Hills” resta uno dei vertici della produzione degli iron Maiden e un punto di riferimento per l’heavy metal dagli anni ’80 fino ai giorni nostri.

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