Poteva essere una delle collaborazioni più assurde nella storia del rock. È avvenuta, ma nessuno l’ha mai ascoltata: è quella tra Roger Waters e Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers nel brano It’s a Miracle contenuto nel terzo album solista della mente geniale e controversa dei Pink Floyd, Amused to Death, uscito il 7 settembre 1992. Un album prodotto insieme a Patrick Leonard e registrato in vari studi, tra cui Abbey Road, che è considerato uno dei lavori migliori di Roger Waters solista, anche per l’uso della tecnica di missaggio tridimensionale QSound per rendere immersivi e realistici gli effetti sonori di cui sono piene le canzoni, dal rumore di auto e aerei ai suoni della campagna inglese.
L’idea dell’album è un’allegoria in puro stile Roger Waters; una scimmia seduta davanti alla televisione cambia continuamente canale, e vede soprattutto immagini di guerra, repressione e ingiustizia, dalla Guerra nel Golfo alle proteste di Piazza Tienanmen in Cina, fino all’eco della crudeltà della Prima Guerra Mondiale. Roger Waters si ispira al titolo di un libro dell’intellettuale e critico culturale Neil Postman, Amusing Ourselves to Death e riflette in modo ironico e critico sugli effetti dei mass media sulla società. La lista dei collaboratori di Waters in Amused to Death è piuttosto lunga: Jeff Beck in diversi pezzi dell’album Steve Lukather, David Paich e Jeff Porcaro dei Toto, il bassista jazz John Patitucci, Michael Kamen per gli arrangiamenti di archi e Don Henley degli Eagles ai cori nel brano Watching Tv.
Nel 1992 Flea è il bassista più esplosivo del funk rock americano grazie al successo dell’album Blood Sugar Sex Magik, e Roger Waters cerca il suo groove per la linea di basso di It’s a Miracle, un brano in cui non rinuncia alla sua vena polemica nominando nel testo il grande compositore Andrew Loyd Webber, che in passato aveva accusato di aver copiato Echoes dei Pink Floyd per alcune parti del musical Il Fantasma dell’Opera.
«Abbiamo registrato il brano tre volte, la seconda abbiamo provato un ritmo più veloce e abbiamo chiamato Flea» ha raccontato Roger Waters, «Ha suonato benissimo, è stato grande. Mi è piaciuto molto, ma quando abbiamo messo insieme la scaletta quella versione veloce di It’s a Miracle non si adattava bene alla dinamica generale dell’album, e l’abbiamo scartata. E così, l’ultima cosa che abbiamo fatto per Amused to Death io e Patrick Leonard è stata risuonare It’s a Miracle».
