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Red Hot Chili Peppers, il giorno in cui Anthony Kiedis venne “licenziato” dalla band

Il frontman della band californiana: "pensai: bene, avrò più tempo libero per drogarmi. Un comportamento da vero tossico"

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Il documentario “The Rise of the Red Hot Chili Peppers: Our Brother Hillel” racconta le origini dei Red Hot Chili Peppers intorno alla personalità e al talento di Hillel Slovak, amico di Anthony Kiedis e Flea dai tempi della Fairfax High School di Los Angeles, chitarrista, pittore e fondatore della band.

La sua morte drammatica per overdose il 25 giugno 1988 a 26 anni ha lasciato la band senza l’energia punk funk della sua chitarra e un legame artistico ed umano profondo, fino alle estreme conseguenze. Hillel Slovak è caduto nella dipendenza da eroina insieme ad Anthony Kiedis: “Ero un disastro, stavo cadendo sempre più in basso” dice il cantante dei Red Hot Chili Peppers nel documentario ricordando le session dell’album The Uplift Mofo Party Plan del 1987 “Stavo sveglio tutta la notte e mi presentavo in studio distrutto.” Anthony Kiedis è spesso assente, e Flea comincia a perdere la pazienza: “Gli dicevo: ti stai distruggendo da solo, perché? Smettila, è patetico.

La situazione precipita mentre la band sta provando il brano Fight Like a Brave con il produttore Mike Beinhorn: “Siamo riusciti a portarlo in studio e gli abbiamo chiesto: dove sono i testi? Non aveva scritto niente” ha raccontato Beinhorn, “Io sono esploso: come ti permetti di mancare di rispetto in questo modo a me e alla band? Vattene, sei licenziato.” Nel film Anthony Kiedis racconta in modo agghiacciante la sua prima reazione: “Ho pensato: bene, avrò più tempo libero per drogarmi. Un comportamento da vero tossico.

Incredibilmente, è proprio Hillel Slovak a convincerlo a riprendere in mano la sua vita. In The Rise of the Red Hot Chili Peppers: Our Brother Hillel la voce di Hillel Slovak è stata ricostruita digitalmente con l’intelligenza artificiale, e legge le pagine dei suoi diari: “Prego perché Anthony possa tornare alla sua anima cosmica” scrive Hillel. Il cantante va in un centro di disintossicazione gestito dall’Esercito della Salvezza in Michigan per 30 giorni e torna a Los Angeles chiedendo scusa ai suoi amici: “Era in una forma straordinaria, sembrava rinato” ha detto Beinhorn. Il 29 settembre 1987 esce The Uplift Mofo Party Plan che porta la band per la prima volta nella classifica Billboard al numero 148, mentre Fight Like a Brave, con un testo scritto come incoraggiamento per chi soffre di dipendenza diventa un successo nel circuito delle college radio. Dopo il tour di promozione dell’album, in cui è stato sostituito da DeWayne McNight in alcuni concerti, Hillel si isola da tutti, e viene ritrovato morto nel suo appartamento di Los Angeles il 27 giugno 1988. Il coroner stabilisce che la morte è avvenuta due giorni prima per overdose di eroina. Secondo il racconto del fratello, Hillel stava dipingendo un quadro al momento della morte, che è stato conservato con la bruciatura della sua ultima sigaretta.

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