La svolta pop elettronica dei Genesis, iniziata con Duke del 1980, è una delle trasformazioni più riuscite commercialmente (Duke è il primo album dei Genesi ad arrivare al numero uno in classifica in Inghilterra, seguito un anno dopo da Abacab che arriva anche nella top 10 in America) e artisticamente più controverse. Pochi nel mondo del rock hanno perdonato a Phil Collins di essersi allontanato dal territorio sperimentale, virtuoso e teatrale della prima fase progressive guidata da Peter Gabriel per fare arrivare i Genesis al successo con canzoni semplici fino ad essere elementari e suoni pop elettronici da classifica. La sequenza di album al numero uno in classifica in Inghilterra continua per tutti gli anni 80 e arriva fino al 1991 con l’album We Can’t Dance, lanciato dai singoli No Son of Mine e I Can’t Dance, che diventa uno dei momenti più difficili della loro discografia.
Lo ha ammesso lo stesso Tony Banks dichiarando: “Sembrava che stessimo facendo il contrario di quello che i Genesis facevano di solito: invece di prendere un’idea e svilupparla in una parte musicale complessa e articolata, abbiamo preso un’idea e l’abbiamo lasciata lì da sola.” Il primo a dare un giudizio è un maestro delle polemiche, Roger Waters, che dichiara: “Quelli sono i Genesis che fanno un balletto stupido camminando su una canzone orribile.” Si riferisce al videoclip di I Can’t Dance, concepito da Phil Collins come una parodia degli spot televisivi di jeans (pieno di riferimenti alla cultura di massa, tra macchine sportive e una citazione del video Black and White di Michael Jackson) che trasforma la camminata dei Genesis nella moda del momento, la I Can’t Dance Dance. Phil Collins non prende bene il commento di Roger Waters: “Amo la sua musica, ma è un miserabile bastardo” dice in un’intervista “Ha un senso dell’umorismo cinico e dark ma non è riuscito a cogliere l’ironia di I Can’t Dance. Pensava stessimo lanciando chissà quale messaggio, invece era solo divertente. Gliel’ho detto e lui si è giustificato dicendo che quel commento non doveva essere reso pubblico, il che non migliora la cosa.”
