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Thom Yorke su Nervermind dei Nirvana: “La gente ha bisogno di un disco come quello ogni due o tre anni”

Il frontman dei Radiohead si è anche espresso sulle acquisizioni dei grandi cataloghi musicali: "è sbagliato se non accompagnato da investimenti altrettanto consistenti sui nuovi artisti"

Two men side by side; left is an older man with a gray beard in a blue jacket, looking off to the side, right is a blond, tousled-haired man in a black-and-white portrait holding a guitar.

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Si sono svolti a Londra gli Ivor Novello Award, uno dei premi più importanti della musica inglese, assegnati dal 1995 ai migliori cantautori. Tra gli autori ha vinto Sam Fender, ha vinto Linda Perry leader delle 4 Non Blondes che tornano in tour in Inghilterra (usciranno con un nuovo album dopo 33 anni che dovrebbe intitolarsi 1994 perché come ha detto lei «Sembra registrato nel 1994!”) ha vinto un premio postumo George Michael, e ha vinto anche Thom Yorke che nel suo discorso di accettazione ha attaccato duramente l’industria musicale accusata di ignorare il problema della sostenibilità economica per gli artisti: “Questo mondo morirà se continuerete a svalutare la nuova generazione di artisti. Senza di noi non siete niente.”

Secondo Thom Yorke investire nei cataloghi dei grandi artisti è una mossa sbagliata, se non è accompagnata da investimenti altrettanto consistenti sui nuovi artisti: “È interessante: le stesse persone che speculano su opere d’archivio chiuse in un archivio come quadri di Picasso non si rendono conto che l’intero modello economico è destinato a crollare senza una giusta redistribuzione” ha spiegato in un’intervista radiofonica, “Non servono molti soldi per supportare un artista in cui credi e accompagnarlo all’inizio della sua carriera per farlo crescere e trovare la propria strada.

Secondo Thom Yorke la crescita artistica deve passare anche dagli errori: “Si impara sempre sbagliando. Oggi nessun artista emergente può permettersi di sbagliare: un errore e sei finito.” L’esempio migliore dell’autenticità cercata ad ogni costo che finisce per cambiare tutto è la rivoluzione creata nel 1991 da Nevermind dei Nirvana: “Mi ricordo quando è uscito, ho pensato subito: ecco, ci siamo. Nel mondo reale la gente ha bisogno di sentire una cosa del genere ogni due o tre anni.”

Thom Yorke ha anche parlato dell’esperienza dell’ultimo tour dei Radiohead: “Ci siamo sentiti davvero parte del pubblico. Ricordo alcuni momenti speciali, la prima data di Madrid e quella di Berlino sono state straordinarie. Sono felice di aver fatto quel tour, ma se me lo avessi chiesto prima avrei detto: non so se ce la faccio!

 

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