I Rolling Stones il prossimo 10 luglio, a poco più di due anni dal successo di “Hackney Diamonds”, pubblicheranno il nuovo album di inediti “Foreign Tongues“. Il disco sarà composto da 14 brani e sarà pieno di grandissime collaborazioni, come svelato ieri dalla stessa band durante l’evento di presentazione a New York. L’album vanta una lista di ospiti incredibili tra i quali Paul McCartney, Steve Winwood, Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.
Come riportato da diversi media americani e internazioni, durante l’evento di presentazione dell’album a Brooklyn, moderato dal comico Conan O’Brien presso il The Weylin (uno spazio eventi simile a una chiesa costruito nel 1875), Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood hanno condiviso alcuni aneddoti sulla realizzazione di “Foreign Tongues”.
Forse la collaborazione più sorprendente è quella con Robert Smith dei Cure. Come ha raccontato Mick Jagger durante l’evento: “Un giorno sono arrivato in studio per registrare le mie parti vocali a Londra, e c’era questo tipo di spalle con indosso una lunga veste. Quando si è girato, era coperto di rossetto. Gli ho detto: ‘Non ci siamo mai incontrati prima, ma tu sei Robert Smith dei Cure.’ Lui ha risposto: ‘Sì!’ E io gli ho detto: ‘Visto che sei qui, tanto vale fare qualcosa insieme.’” Il risultato? Smith ha contribuito con una backing vocal all’interno di una traccia dell’album.
Anche la presenza di Paul McCartney ha una storia particolare. Come ha spiegato Ronnie Wood, è stato l’ex Beatle a voler registrare con la band: “Ha detto: ‘Ora posso dire di aver suonato con i Rolling Stones. Wow!’“
Il disco include inoltre una partecipazione speciale di Charlie Watts, registrata durante una delle sue ultime sessioni in studio prima della sua scomparsa nel 2021. Jagger ha rivelato che si tratta di un brano intitolato “Hit Me in the Head”, descritto come “un vero e proprio pezzo punk rocker super veloce“, registrato a Los Angeles con il compianto batterista.
Oltre agli ospiti speciali, l’album presenta i collaboratori storici della band tra cui Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan. Il disco è stato registrato presso i Metropolis Studios di West London sotto la guida del produttore Andrew Watt, vincitore del Grammy e già produttore di “Hackney Diamonds”.
Come “Hackney Diamonds”, anche questo album è stato realizzato in tempi record: appena quattro settimane. Jagger ha spiegato l’importanza della configurazione dello studio: “Eravamo tutti nella stessa stanza… potevi vedere tutti, cosa stavano facendo, cosa stavano pensando. Quella stanza ha funzionato davvero bene per noi“.
Foto in gallery: Credit Kevin Mazur
