Il mondo del rock dice addio a Jamie Reid, l’artista inglese conosciuto per i suoi lavori con i Sex Pistols. Il grafico è morto all’età di 76 anni. Non è stata ancora rivelata la causa della morte.
Reid ha disegnato la cover dell’unico album della band “Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols” così come le cover dei singoli “Anarchy in the UK” e “God Save the Queen”.
Reid, nato nel Surrey nel 1947, ha frequentato la Croydon School of Art nel 1968, dove ha conosciuto Malcolm McLaren, futuro manager dei Sex Pistols. “Eravamo entrambi molto presi dal situazionismo e da La Società dello Spettacolo di Guy Debord, e ci scambiavamo continuamente informazioni” aveva raccontato Reid in un’intervista del 2018 con Another Man. “Per me, Malcolm è stato il migliore artista concettuale del ventesimo secolo.”
Pochi anni dopo il 1968 Reid ha fondato una rivista, Suburban Press, usando ritagli di riviste, soprattutto perché era la scelta più economica. Proprio in quel periodo McLaren lo contattò e gli disse di una nuova band con cui stava lavorando che si chiamava Sex Pistols. L’artwork che Reid fece per loro aiutò moltissimo ad amplificare il messaggio di sfida del gruppo.
“Quando ‘God Save The Queen’ andò al primo posto della classifica provò che c’era una spontanea opposizione a quello che stava succedendo” raccontò Reid al Guardian nel 2018. “Il problema era che le persone che avevano il controllo fecero in modo che questo non potesse succedere di nuovo. Guardate l’ultimo matrimonio regale. La copertura mediatica è stata assurda. C’è ancora dissenso, solo che non ne sentite parlare.”
Reid ha realizzato alcuni lavori grafici anche per la band di world music fusion Afro Celt Sound System e ha collaborato con artisti come Shepard Fairey, famoso per l’immagine “Hope” di Obama. Il lavoro di Reid è stato messo in mostra in musei come il Tate, il New York Museum of Modern Art e l’Houston Museum of Fine Art.
“Si approprieranno sempre delle idee radicali” ha dichiarato nel 2018. “L’establishment ruberà tutto quello che può perché non ha l’abilità di essere creativo. Per questo dobbiamo sempre essere in movimento.”
