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Remembering Joe Strummer

Era il 22 dicembre del 2002 quando uno dei più grandi rocker della storia lasciandoci tutti più soli...

All’età di 50 anni John Graham Mellor, meglio conosciuto come Joe Strummer, moriva improvvisamente di una malformazione al cuore mai diagnosticata. Sette anni dopo, la sua eredità e la sua memoria sono ancora vive, calde, luminose come i falò della cartolina natalizia che Joe disegnò pochi giorni prima di morire e che proprio in questi giorni sarà messa all’asta. Provate a parlare di lui alle persone che lo hanno conosciuto (e sono tantissime: Joe raramente si negava ai suoi fan) e vedrete molti occhi inumidirsi nel ricordarlo.

John Mellor nasce ad Ankara, in Turchia. Il padre è un diplomatico inglese: la famiglia viaggia moltissimo e John e il fratello David passano la prima infanzia in giro per il mondo per poi venire ‘parcheggiati’ presso un collegio privato. Da qui in poi John e David vedranno la famiglia sempre meno, fino a che poco dopo il suicidio del fratello, John praticamente smetterà di vederla del tutto fino quasi a negare completamente le sue origini borghesi durante gli anni del punk.


Proprio al tramonto degli anni 90, Joe sembra finalmente aver fatto la pace con sé stesso, con i suoi fantasmi, con la sua famiglia. La musica ce lo racconta: una nuova band, i Mescaleros (che l’anno prossimo gireranno il mondo in un tour celebrativo) con cui suonare una musica liberata, svincolata dai generi, nuovamente ispirata.
E quando ci stavamo in realtà appena accorgendo che Joe era tornato (sebbene nessuno lo avesse mai dimenticato) quando ci si stava appena rendendo conto di quanto ci fosse mancato… ecco che se ne va!
Materiale da leggenda, direte. A dire il vero no: è vita! Banale, contraddittoria, sorprendente, stupida, geniale, coraggiosa. E Joe era e resterà uno splendido esempio di tutto questo.

Jacopo Ghioldi

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