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Red Hot Chili Peppers, i film preferiti di sempre di Anthony Kiedis (e non mancano le sorprese)

Il frontman californiano e la sua passione per il grande cinema

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Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers ha una passione per il cinema, e una idea di come i film debbano rappresentare in modo surreale, provocatorio o estremamente diretto la realtà. Il cantante dei Red Hot Chili Peppers è cresciuto a Hollywood con il padre, John Michael Kiedis un aspirante attore con qualche parte nei telefilm conosciuto con il nome di Blackie Dammett, e a 16 anni ha anche recitato in un film con Sylvester Stallone, F.I.S.T con il nome di Cole Dammet.

La sua selezione di film copre diversi decenni di storia del cinema e diversi stili, dalla commedia del 1966 di Richard Lester, lo stesso regista di A Hard Day’s Night e Help dei Beatles, tratta dal musical A Funny Thing Happened on the Way to the Forum con Buster Keaton (“Esilarante, mi ha mostrato da dove ha preso ispirazione Woody Allen) al classico noir del 1954 di Elia Kazan Fronte del Porto con Marlon Brando.

L’immaginario, le storie e l’estetica degli anni 90 e dei primi anni duemila sono però un punto di riferimento per Anthony Kiedis, che ha vissuto e contribuito a creare con la sua vita da rockstar la commistione di generi, l’energia creativa travolgente e i lati oscuri del successo. Ai primi posti della sua lista c’è Via da Las Vegas di Mike Figgis del 1996, storia drammatica di una inarrestabile discesa nell’abisso dell’alcolismo interpretata da Nicholas Cage: “Una delle rappresentazioni più crude e geniali delle dipendenze mai fatte al cinema” ha detto, “Non so come abbia fatto Nicholas, ma ha catturato l’indescrivibile depressione che deriva da quel tipo di problema. Mi hanno detto che Requiem for a Dream è ancora più accurato, ma forse non voglio vederlo”.

Un altro film culto del decennio è Buon Compleanno Mr. Grape di Lasse Halmstrong, con due strepitosi Johnny Depp e Leonardo Di Caprio nel ruolo di due fratelli. Johnny è Arnie, che a Endora, una piccola città dell’Iowa si prende cura del fratellino autistico Gilbert, interpretato da Leonardo Di Caprio, candidato all’Oscar nel 1994 come Miglior Attore non Protagonista. Una storia toccante sul senso della famiglia, l’identità e il giudizio degli altri: “Il mio tipo di film” ha detto Kiedis, “Mi sono piaciuti tutti, soprattutto Johnny Depp che è uno dei miei attori preferiti. Anche se oggi quando vedo un film con Johnny Depp non vedo più il personaggio che interpreta, vedo Johnny Depp e questo mi disturba un po’”.

Mulholland Drive, capolavoro di David Lynch del 2001 con Naomi Watts con la sua lettura dissacrante e surreale del mondo di Hollywood è invece secondo Kiedis: “Il film più sexy che abbia mai visto. Ci ho messo tre giorni a riprendermi”, ma al primo posto della sua lista c’è un film molto intenso, Amores Perros del regista messicano Alejandro Inarritu, primo capitolo della sua cosiddetta Trilogia della Morte (gli altri due sono 21 grammi e Babel) una storia di amore e violenza in tre episodi che mostra una umanità senza speranza, in cui il confine tra uomo e animale è molto sottile: “Mi ha sconvolto, è il mio film preferito dell’anno” ha detto Anthony Kiedis, “Sono contento che il Messico abbia iniziato a creare un proprio stile di cinema: abbiamo bisogno di un nuovo epicentro di idee.”

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