Uscirà il prossimo 20 marzo The Rise of the Red Hot Chili Peppers, il documentario che racconta la vita di Hillel Slovak, fondatore e primo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, scomparso il 25 giugno 1988, a soli 26 anni. Slovak è stato, inoltre, compagno di scuola Anthony Kiedis e di Flea, ed è stato il primo di loro a suonare in una band, i Chain Reaction, poi conosciuti come Anthym.
“Speriamo [che il documentario] possa attirare l’attenzione del pubblico sul suo lavoro. È stato uno dei fondatori della band, un grande chitarrista e un amico” hanno detto Kiedis e Flea, precisando che ad essere raccontata non è la storia della band ma quella di Hillel Slovak.
Nato ad Haifa, Israele, il 13 aprile 1962 e trasferitosi con la famiglia in California a quattro anni, Slovak non era solo un chitarrista, ma era anche un pittore. Nel 1999 suo fratello James ha pubblicato il libro Behind the Sun contenente i suoi diari e diverse riproduzioni dei suoi quadri, tra cui l’ultimo a cui stava lavorando quando è morto per overdose. Si dice che sul dipinto ci fosse la bruciatura della sigaretta che Hillel teneva in mano.
Invece, riguardo al gruppo, nella sua biografia, Scar Tissue, Anthony Kiedis ha scritto: “Abbiamo continuato per lui. Hillel aveva costruito la band con noi, e noi dovevamo continuare a costruirla per lui.” Al suo posto è arrivato John Frusciante e i Red Hot Chili Peppers hanno scritto per lui il brano Knock Me Down, inserito nell’album Mother’s Milk del 1989. E anche dopo essere diventati una delle band più importanti del mondo non hanno mai dimenticato il loro amico.
“Gli volevo bene e lo ammiravo. Era un ragazzo bellissimo, con tanti problemi come noi. A casa e ovunque” ha detto Flea. “Mi piaceva tutto di lui. I capelli, il suo modo di vestire. Purtroppo era un tossicodipendente, e non è riuscito a superare la cosa. Quando ho saputo della sua morte ero devastato, sotto shock. Sono caduto a terra, mi mancava l’aria.”
Flea ha raccontato poi il primo incontro con Hillel, avvenuto dopo uno dei primi concerti degli Anthym. “Aveva sedici anni e guidava una Datsun in giro per Los Angeles. Io e Anthony facevamo l’autostop e ci ha tirati su. Aveva lo stereo acceso in macchina e ascoltava i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Jeff Beck e i Gang of Four.”
L’attrice Ione Skye, che al tempo era fidanzata con Kiedis, nel libro Say Everything: A Memoir ha raccontato il momento in cui ha ricevuto la notizia: “Ci ha chiamato Bob Forrest, frontman della band Thelonious Monster. Piangeva e non riusciva a parlare. Anthony è scappato e ha cercato di dimenticare tutto con l’eroina. Aveva perso il suo migliore amico, cosa altro poteva fare?”
