I Poison hanno cancellato il tour celebrativo del 40° anniversario dall’uscita del loro primo album Look What the Cat Dragged In, dopo che il frontman Bret Michaels avrebbe chiesto un guadagno sei volte più alto rispetto a quello degli altri membri del gruppo, causando un forte disaccordo interno alla band.
Ecco quanto dichiarato in merito dal batterista Rikki Rockett: “Pensavo che avessimo un’ottima offerta. Ma abbiamo lasciato stare. In realtà, C.C. DeVille, Bobby Dall e io eravamo tutti d’accordo, e pensavo che anche Bret lo fosse, ma lui voleva fare la parte del leone, tanto da rendere impossibile realizzare il progetto. Era come se lui volesse sei dollari per ogni nostro dollaro. Non si può lavorare in questo modo.”
Rockett però ha detto di non essere arrabbiato con Michaels perché sarebbe come “odiare i propri genitori”. Tuttavia, senza la formazione (e il cantante) originale, i Poison non potrebbero andare in tour, a suo parere.
“Non è fuori discussione. Ma farlo è come un intervento chirurgico: l’ultima risorsa”, ha spiegato. “Non voglio farlo. Non sto litigando con Bret… Semplicemente non siamo riusciti a trovare un accordo. La cosa non mi piace, e lo dico chiaramente, ma non è che siamo ai ferri corti. E non credo ci sia un frontman migliore di lui per i Poison.”
Sicuramente, per i fan è stato un duro colpo, soprattutto se si pensa che la band aveva iniziato a promuovere il Tour Poison 2026 sui social già l’anno scorso. Però Rockett ha anche scherzato sul fatto che, se la situazione si dovesse risolvere, potrebbero provare a fare un tour per il 41° anniversario nel 2027 – peraltro, 20° anniversario dall’uscita del loro ultimo album come band, Poison’d.
Da aggiungere, inoltre, che il batterista quest’anno ha intenzione di fare un tour con la sua band parallela, i Rockett Mafia, e scherzando ha detto che per celebrare il 40° anniversario dei Poison potrebbe comunque suonare l’intero loro album di debutto a ogni data del tour.
