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Phil Collins sta meglio: “Non ho perso del tutto la speranza di poter tornare alla musica”

Il batterista dei Genesis, che sta meglio, si è raccontato nella serie della BBC “Eras: Phil Collins”

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Phil Collins torna a parlare della sua vita e della sua carriera in una nuova puntata di un podcast della BBC dal titolo “Eras: Phil Collins” condotto da Zoe Ball. “Le sue canzoni sono profondamente intrecciate alle nostre vite, sono macchine del tempo piene di gioia, sentimento e drammaticità” ha detto la conduttrice che nelle cinque puntate del podcast ha parlato con Phil Collins di musica, vita privata, delle sfide personali e dei progetti futuri del leader dei Genesis che a 75 anni, dopo la fine del tour di addio della band nel 2022 si è praticamente ritirato anche a causa dei problemi di salute. “Ogni tanto penso che dovrei andare giù nello studio che ho costruito in casa e vedere cosa succede. Ma la verità è che non ne sento più il bisogno” ha detto in un’intervista nel 2024, “Il mio viaggio come performer è arrivato alla fine.

Zoe Ball ha raccontato la sua carriera, iniziata come batterista dei Genesis nel 1970 e proseguita guidando la band come cantante e frontman dopo l’addio di Peter Gabriel nel 1975 e poi come solista pop negli anni 80. Nelle cinque puntate di “Eras” ci sono anche le testimonianze di amici e musicisti come Bob Geldof, Richard Branson, Robert Plant e poi del suo compagno nei Genesis Steve Hackett e di suo figlio Nic Collins che lo ha sostituito alla batteria in alcune date del tour dei Genesis.

 

Nonostante una lunga serie di problemi di salute che negli ultimi anni lo hanno messo duramente alla prova, Phil Collins non ha perso del tutto la speranza di poter tornare, almeno in parte, alla musica. Nell’intervista con Zoe Ball l’ex leader dei Genesis ha parlato con grande franchezza delle sue condizioni fisiche, raccontando un periodo estremamente complesso della sua vita e rivelando di avere un’infermiera che vive con lui 24 ore su 24 per assicurarsi che assuma correttamente i farmaci. Negli ultimi anni il musicista ha affrontato cinque operazioni al ginocchio e ha avuto complicazioni ai reni, un ricovero prolungato in ospedale e persino il contagio da Covid durante la degenza. “Tutto quello che poteva andare storto, è andato storto nello stesso momento”, ha ammesso.

Oggi, però, il ginocchio funziona e Collins è tornato a camminare, seppur con l’aiuto di stampelle o supporti. Il cantautore ha anche riconosciuto come il consumo eccessivo di alcol abbia probabilmente contribuito ai problemi renali. Senza mai definirsi un alcolista nel senso classico, Collins ha raccontato di aver bevuto troppo per anni e di averne pagato le conseguenze. Sono passati ormai più di due anni da quando ha smesso di bere e, insieme ai progressi fisici, questo gli ha permesso di sentirsi finalmente meglio. “Sono stati anni difficili, interessanti e frustranti”, ha detto. “Ora va tutto bene.” Se un ritorno sul palco appare improbabile (l’ultimo concerto resta quello della serata finale del tour d’addio dei Genesis nel 2022, eseguito da seduto a causa dei danni ai nervi che lo hanno costretto ad abbandonare la batteria già nel 2009) Collins non esclude del tutto un ritorno in studio. “Forse potrei entrare in studio e provare a vedere cosa succede, smanettare un po’”, ha raccontato. “A volte pensi che sia finita, ma devi iniziare a farlo per capire se puoi ancora farlo.” Il batterista dei Genesis ha rivelato di avere ancora del materiale incompiuto e alcune canzoni finite che apprezza particolarmente. “Ci sono cose a metà e altre che non avevo mai concluso”, ha detto con un filo di ironia. “Forse c’è ancora vita nel vecchio cane. Vedremo.” Un’ipotesi lontana, fragile, ma che lascia aperta una piccola porta: quella di un ultimo, inatteso capitolo creativo nella carriera di uno degli artisti più influenti della musica pop e rock degli ultimi cinquant’anni.

 

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