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Linkin Park: Mike Shinoda parla della paura di tornare in studio dopo la morte di Chester. L’intervista

La confessione in un'intervista «Ci chiedevamo: "E se non riusciamo a fare niente di buono senza di lui?"»

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Sono passati otto mesi da quando, nel luglio della scorsa estate, Chester Bennignton si tolse la vita nella sua casa di Los Angeles. Il suo compagno di band nei Linkin Park, Mike Shinoda, è tornato a parlare di come lui e la band stiano affrontando il lutto e il futuro, in un’intervista che ha concesso alla testata britannica Kerrang. «Una settimana dopo la morte di Chester ci faceva paura l’idea di tornare in studio», ha spiegato Shinoda.

Il co-frontman dei Linkin Park ha poi aggiunto: «Non era solamente l’idea di provare a fare una canzone e di essere sopraffatti da quei ricordi. C’è un altro tipo di paura per gli artisti, in situazioni del genere: “Cosa succede se non riesco a fare nulla di buono, senza quella persona?“. Questi ostacoli cominciano ad accumularsi e si crea un’eco di ansia». Da allora, Shinoda ha portato avanti un progetto solista: «Ho fatto brutte canzoni in stile grunge anni ’90, poi brutte canzoni rap. Infine, qualcosa di buono. Mi sono semplicemente tuffato in alcune idee che avevo già in testa».

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