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Led Zeppelin, Robert Plant ha definito “The Rain Song” la sua canzone migliore di sempre

Per il leggendario frontman inglese il brano rappresenta la sua interpretazione di sempre: "Non potrò mai fare meglio di così"

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Dopo aver ispirato generazioni di cantanti rock e aver emozionato il pubblico per cinque decenni con la versatilità, la potenza e la ferocia della sua voce, Robert Plant ha rivelato quella che, secondo lui, è la sua vera canzone definitiva.

Non è l’urlo primitivo di Immigrant Song, il capolavoro Stairway to Heaven o la suggestione orientale di Kashmir, né la furia di Rock and Roll o la trascendenza blues di Dazed and Confused o Babe I’m Gonna Leave You. Secondo il frontman dei Led Zeppelin il suo pezzo migliore è The Rain Song, il momento più onirico, immersivo e consolatorio del quinto album Houses of the Holy, uscito il 28 marzo 1973: “Il brano in cui ho cantato meglio in assoluto. Quando l’ho riascoltato ho pensato: non posso fare meglio di così.”

“Nella primavera del mio amore, la mia seconda stagione / tu sei la luce del sole che mi fa crescere, non ho mai provato una tale sensazione di calore”, canta Robert Plant in una delle ballad più belle di sempre, nata da una base strumentale lunga sette minuti che Jimmy Page ha creato nello studio appena installato nella sua casa di Plumpton, nelle campagne inglesi. Page suona una chitarra Danelectro, mentre la base orchestrale è realizzata dal leggendario Mellotron suonato da John Paul Jones.

Grazie al mix voluto da Page, che utilizza una nuova console Vista costruita con componenti dello studio mobile dei Pye Studios, con cui i Led Zeppelin hanno registrato il loro concerto del 1970 alla Royal Albert Hall, la voce di Plant è al centro della traccia e guida letteralmente l’ascoltatore nelle atmosfere del pezzo, creando un effetto profondamente emozionante: “Credo che le parti più alte in falsetto di The Rain Song siano il mio biglietto da visita”, ha detto una volta Robert Plant, “Sono arrivato al mio massimo e non potrei superarlo.”

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