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Rock News

La storia del tour di The Wall (e come i concerti iniziavano con una band finta al posto dei Pink Floyd)

Dai costi folli al "bombardamento del pubblico": la storia di uno show che cambiò per sempre il metro di riferimento della spettacolarità nei concerti rock

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Il 7 febbraio 1980 i Pink Floyd iniziano alla Memorial Sports Arena di Los Angeles il tour di The Wall, che si conclude il 17 giugno 1981 alla Earls Court di Londra dopo 31 date, sette a Los Angeles, cinque a Dortmund in Germania e undici a Londra.

È uno dei tour più concettuali ed elaborati dalla band, uno sforzo tecnico immenso che serve a rappresentare fisicamente l’idea di isolamento, introspezione e rinascita di Pink, una rockstar allo sbando sviluppata da Roger Waters nelle tracce del doppio vinile The Wall pubblicato il 30 novembre 1979 e destinato a diventare uno degli album più importanti nella storia del rock. «La spinta creativa di The Wall nasceva dalla mia crescente inquietudine e disillusione nei confronti dei concerti rock» ha raccontato Roger Waters che durante una data del tour di Animals del 1977 manifesta tutto il suo disagio in un celebre scontro con uno spettatore a Montreal, «Mi venne in mente di costruire un muro per separare la band dal pubblico».

La costruzione del muro inizia con il primo brano, In The Flesh e come ha detto Waters: «Quando il muro è finito la band scompare, nessuno vede o sente più nulla, e il concerto finisce». La seconda idea di Waters è ancora più drammatica: «Volevo bombardare il pubblico, mettere le persone al centro della rappresentazione, anche se come vittime». Dopo le perplessità del manager Steve O’Rourke e dell’etichetta discografica, viene deciso di abbandonare l’idea del bombardamento, e di far volare invece la riproduzione di un aereo da guerra tedesco Stuka che viene fatto schiantare vicino al palco. «Il rock stava diventando avidità camuffata da intrattenimento, così come la guerra è diventata avidità camuffata da politica» dice Roger Waters.

Da un punto di vista commerciale, il tour di The Wall era in perdita ancora prima di iniziare per i costi della produzione (dai 500 mattoni di cartone all’aereo, al set luci spettacolare ideato da Marc Brickman), ma è diventato un punto di riferimento inarrivabile per l’evoluzione dell’idea di concerto rock come esperienza teatrale, ed è stato sviluppato e rielaborato in modo sempre più grandioso da Roger Waters nei suoi spettacoli soliti. L’idea più sorprendente è quella dell’inizio: un personaggio annuncia l’inizio dello show ma quando parte la prima canzone, In The Flesh, sul palco non ci sono i Pink Floyd ma una band composta da altri musicisti che interpretano il ruolo di Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright. Dalla seconda canzone, The Thin Ice arrivano iveri Pink Floyd, la prima parte dello show si conclude con il completamento del muro sul brano Goodbye Cruel World, da cui si apre una fessura che mostra una stanza d’albergo in cui Pink canta Nobody Home. Il momento più spettacolare è quando David Gilmour suona gli assoli di Comfortably Numb in cima al muro, illuminati da grandi riflettori e dopo il brano The Trial il muro viene abbattuto e lo spettacolo si conclude con Outside The Wall e la realizzazione da parte di Pink di tutti i suoi errori.

Un esercizio di teatralità rock che ha l’effetto di disorientare il pubblico mettendo sul palco una band finta e che anticipa molte riflessioni sul concetto di fama, popolarità e autenticità che verranno sviluppate da molte altre band nei decenni successivi. Quando il 21 luglio 1990 Roger Waters porta The Wall sulla Potsdamer Plazt a Berlino per celebrare la caduta del Muro con un concerto trasmesso in diretta in 52 paesi, sceglie Tim Curry (indimenticabile Frank’N’Furter di The Rocky Horror Picture Show) e Albert Finney nel ruolo del procuratore e del giudice, Marianne Faithfull in quello della madre e la cantante tedesca Ute Lempe in quello della moglie di Pink e poi Van Morrison, Sinead O Connor, Cindy Lauper, Bryan Adams e per interpretare i finti Pink Floyd nel primo brano In The Flesh? la band hard rock più famosa della Germania, gli Scorpions. «Se questo concerto vuole celebrare qualcosa, è che il crollo del muro di Berlino è una liberazione dell’animo umano» dice Roger Waters.

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