Josh Homme ha fatto un elenco dei suoi artisti preferiti, non solo dal punto di vista musicale ma anche estetico e di atteggiamento, scegliendo chi ha saputo interpretare il look della rockstar in modo più spettacolare e provocatorio: «Jimi Hendrix era un alieno che può essere imitato dagli altri, ma mai eguagliato né tantomeno migliorato» ha detto citando anche Iggy Pop e la sua fisicità sfacciata e il suo senso di inevitabile autodistruzione. Il suo punto di riferimento però sono i Cramps, la band di Lux Interior e Poison Ivy, due ribelli che si incontrano a 20 anni nel 1976 al college a Sacramento, arrivano a New York esattamente quando al CBGB’S arrivano Ramones, Television, Blondie, Patti Smith e Talking Heads e creano uno stile unico mettendo insieme estetica hororr e B-movie, punk rock e rockabilly.
«Una delle più grandi band di tutti i tempi, ampiamente sottovalutata» ha detto Josh Homme, «Hanno fondato il genere psychobilly e hanno definito il punk nella sua forma più autentica come espressione di individualità». Josh Homme era affascinato dalla presenza sul palco di Lux Interior (Eriock Lee Purkisher) e Poison Ivy (Kristy Mariana Wallace): «Lux spaccava il microfono e beveva vino indossando incredibili pantaloni di vinile, Poison Ivy non ha mai sorriso in vita sua e sembrava totalmente indifferente alle critiche, una vera dura. E non dimentichiamo il chitarrista Bryan Gregory con la faccia butterata, i capelli rasati da un lato con il ciuffo biondo dall’altro e le scarpe con il tacco».
I Cramps hanno esordito nel 1980 con Songs That Lord Taught Us e sono rimasti insieme fino al 2009, quando Lux Interior è morto improvvisamente a 62 anni, hanno pubblicato otto album, tra cui Psychedelic Jungle del 1981 che contiene Goo Goo Muck, diventata famosa come colonna sonora della serie Mercoledì di Tim Burton e con il loro suono minimale basato su duce chitarre senza il basso, i testi ironici e le atmosfere surreali hanno influenzato band come White Stripes e My Bloody Valentine.
«E poi hanno fatto tantissime cover di pezzi che altrimenti nessuno di noi avrebbe mai ascoltato» ha detto Josh Homme, che ha registrato anche una sua versione di Thee Most Exalted Potentate of Love, «Ma quello che mi piace di più dei Cramps è la loro autenticità. Il loro messaggio era: è difficile riuscire a diventare realmente chi pensi di essere, ma provare a farlo è importante».
