Josh Freese è uno dei batteristi più apprezzati della scena rock californiana e da quando ha iniziato la sua carriera con i Polo, la band di teenager scritturata da suo padre Stan Freese per suonare cover durante gli spettacoli nel parco dei divertimenti di Disneyland, ha suonato praticamente con tutti. Dai The Zappas dei figli di Frank Zappa, Ahmet e Dweezil con cui collabora nel 1988 (suo padre lo portava in macchina perché non aveva l’età per guidare) ai Vandals con cui ha suonato in tutti gli album, ai Perfect Circle, la superband di rock metal progressivo formata da Maynard James Keenan dei Tool di cui hanno fatto parte anche James Iha degli Smashing Pumpkins e Troy Van Leeuwen dei Queens of the Stone Age e la bassista Paz Lenchatin. Come session man Josh Freese ha collaborato con i Devo, gli Offspring, i Nine Inch Nails, i Weezer, i Replacements, i Foo Fighters ma anche grandi nomi come Sting (con cui è andato in tour) e Bruce Springsteen con cui ha suonato nell’album High Hopes.
L’unica collaborazione di cui tutti gli chiedono di raccontare è quella con i Guns N’ Roses. Josh Freese è entrato nella band guidata in quel momento solo da Axl Rose nel 1997 fino al 1999 e ha suonato in almeno 30 tracce durante le infinite session dell’album Chinese Democracy, che però sono state scartate dalla tracklist finale (risuonate da Bryan Mantia). Secondo quanto ha raccontato lui stesso, è stato il suo amico Paul Westerberg dei Replacements a convincerlo: “Mi ha detto: sembra una cosa assolutamente sbagliata, ma fallo. Cosa vorresti fare? Suonare in qualche band alternativa molto cool tipo i Foo Fighters o qualcos’altro di così ovvio?”
Parlando della sua esperienza, Josh Freese ha detto: “È stato bello far parte dei Guns. Le persone vogliono sentire storie dell’orrore su Axl Rose, e io non ne ho nessuna da raccontare. E’ stato facile lavorare con lui, era disponibile e aperto a nuove idee.” Josh Freese ha scritto con Axl Rose la title track Chinese Democracy ed è nominato nei credit dell’album per il lavoro di produzione. “Quando avevo un’idea che poteva funzionare, lui diceva sempre: potrei usarla. E lo ha fatto.”
