Nel 1955, Johnny Cash pubblica Folsom Prinson Blues un singolo che definisce per sempre la sua estetica da musicista fuorilegge, The Man in Black, il ribelle che vive accompagnato dalla colpa e dall’urgenza della redenzione, la rockstar che suona per gli ultimi, sfidando le regole della società. Un immaginario che con una mossa rivoluzionaria Johnny Cash decide di portare direttamente dentro ad un vero carcere, St. Quentin, la prigione più antica della California, l’unica con un braccio della morte, che si trova nella contea di Marin a nord di San Francisco.
Il 1 gennaio 1958 Johnny Cash entra nei cancelli di St.Quentin, creando un legame tra la sua musica fatta di country, rockabilly e folk e le storie di vita degli emarginati, dei criminali e dei dimenticati dalla società. Un evento unico nella storia della musica popolare americana che lo trasforma in un’icona. Non ci sono telecamere, e neanche la strumentaziona per registrare un album dal vivo, come avverrà dieci anni dopo il 24 febbraio 1969 per l’album At St.Quentin (che esce subito dopo un altro album registrato in carcere, At Folsom Prison). Il pubblico di carcerati vede arrivare Johnny Cash con la chitarra e si identifica immediatamente con lui e la sua critica al sistema. Tra di loro c’è anche Merle Haggard, cresciuto nella città di Bakersfield che ha iniziato a suonare la chitarra a dodici anni, scrive canzoni country, ma ha anche trascorso un’adolescenza difficile entrando ed uscendo dai riformatori della California per furto, truffa, rapina. Il 21 febbraio 1958, Merle Haggard entra nel carcere di St Quentin con il numero di identificazione A45200. In carcere continua la sua vita criminale estorcendo denaro agli altri detenuti e organizzando un contrabbando illegale di alcolici, progetta anche un’evasione insieme ad un compagno, Jimmy “Rabbit” Kendrick (che verrà arrestato e giustiziato per aver sparato ad un poliziotto durante la fuga) e ha trascorso anche un periodo in isolamento.
Il concerto di Johnny Cash è una rivelazione: «Aveva l’atteggiamento giusto: masticava chewingum era arrogante e mostrava il dito medio alle guardie. Faceva tutto quello che ogni detenuto voleva fare» ha raccontato «Cash era un tipo losco del Sud che era lì perché ci voleva bene. Quando se ne è andato, tutti a St.Quentin erano diventati suoi fan. C’erano circa trenta detenuti che suonavano la chitarra, io ero considerato uno dei migliori. Il giorno dopo, tutti sono venuti a chiedermi di insegnargli a suonare Folsom Prison Bues». Merle Haggard compie 21 anni in una cella di isolamento a St.Quentin. «Il braccio della morte era di fronte, potevo sentire i condannati parlare e dire le loro ultime volontà. Sono uscito da lì determinato a fare qualcosa di positivo nella vita».
Inizia a lavorare in carcere, prende il diploma di studi superiori e supera l’audizione per entrare nella banda musicale country della prigione. Il 3 novembre 1960 viene scarcerato per buona condotta, passa altri due anni in libertà vigilata e lavora in una ditta di costruzioni con il fratello Lowell. Intanto, inizia a suonare nei locali di Bakersfield, e quando nel 1972 il governatore della California Ronald Reagan gli concede la grazia, con quattordici album pubblicati (il primo è Strangers del 1965) è già diventato uno dei musicisti country più importanti d’America. «Con quel concerto in carcere, Johnny Cash ha acceso dentro di me un fuoco che prima non c’era» ha detto Merle Haggard
