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Joaquin Phoenix racconta il nuovo difficilissimo ruolo del prossimo film: “Volevo umiliarmi e mettere tutti in imbarazzo”

L'attore premio Oscar interpreterà la vita di Beau, un uomo disadattato e dal passato difficile

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Il 27 aprile 2023 uscirà Beau ha paura un intenso dramma psicologico, enigmatico e disturbante girato da uno dei giovani registi più interessanti del momento, Ari Aster (che ha scosso il mondo del cinema con l’horror Midsommar del 2019) e una nuova grandiosa prova da parte di Joaquin Phoenix.

È il ritratto pluridecennale della vita di Beau, un uomo disadattato e dal passato difficile, tormentato dall’ansia e da un rapporto psicologicamente complesso con la madre che quando scopre della sua morte lascia la sua casa dopo molto tempo per raggiungerla iniziando un viaggio che diventa una inquietante avventura sovrannaturale.

Volevo creare una stravagante commedia da incubo” ha detto Ari Aster, nato a New York nel 1986 “Volevo creare la sensazione di attraversare una vita o addirittura una persona, anche se in fondo Beau sta solo andando a casa di sua madre.

Il regista ha cercato Joaquin Phoenix per mesi, perché lo voleva assolutamente come protagonista: “È un attore spietatamente investigativo. Se qualcosa gli sembra finto, non è in grado di farlo. Non è questione di rifiutarsi: il suo stesso corpo gli impedisce di farlo”. Anche Joaquin Phoenix ha parlato del rapporto creativo con Aster e della dedizione assoluta all’interpretazione che condividono: “Sapevo che non avrei mai e poi mai potuto semplicemente recitare di fronte ad Ari. Lo capirebbe immediatamente. Mi piacciono le cose difficili da realizzare.”

Ricordando l’esperienza sul set, Joaquin Phoenix ha raccontato anche un aneddoto su una scena all’apparenza semplice, in cui Beau è nella vasca da bagno: “Non volevo farlo, ma ho sentito l’esigenza di fare qualcosa di stupido e di folle. Ero nervoso, mi sentivo troppo in controllo” ha detto in una puntata di un podcast in conversazione con il regista, “Così ho iniziato a gridare più forte che potevo, senza frenarmi. Volevo umiliarmi, rendermi ridicolo e mettere tutti in imbarazzo. E alla fine mi sono sentito libero.

Ari Aster ha riposto di aver capito subito quanto quel grido fosse “necessario” e Joaquin Phoenix ha concluso con una frase che spiega perché è diventato uno degli attori più emotivamente potenti e intensi del cinema di oggi: “Sono stato travolto dall’esigenza di gridare in quel modo, e l’energia sul set è diventata istantaneamente molto viva, attiva e disturbata.”

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