Tre anni fa, il regista Gabriel Range ha iniziato a lavorare a Stardust, film incentrato sulle influenze e sui processi che hanno plasmato l’arte di David Bowie. Grande fan del Duca Bianco, Range, nel film racconta gli aspetti meno noti della vita del cantautore mostrando il suo percorso di formazione.
La trama si snoda sul reale viaggio fatto nel 1971 da Bowie in America. Chris Bell aveva scritto una sceneggiatura divertente su una serie di aneddoti di quel itinerario: “Ci abbiamo giocato”, ha raccontato Range, “molto poco è stato scritto su quel periodo. Ho poi lavorato con Chris per cercare di sviluppare alcuni retroscena della vita di David come la paura della malattia mentale e l’importanza del rapporto con suo fratello Terry”. Nato dieci anni prima di Bowie, Terry trasmise al fratello minore l’importanza di possedere un’educazione musicale, portandolo al suo primo concerto e comprandogli il suo primo disco. Ma quando Terry ebbe un esaurimento nervoso e fu rinchiuso in manicomio, in David nacque l’ossessione che anche lui potesse essere colpito dalla schizofrenia, come ha raccontato in The Man Who Sold the World. “Ho pensato che questa parte meno conosciuta della sua esistenza, il suo background, la sua vita prima della fama mondiale, fosse affascinante. Questa è la storia che volevo raccontare”, ha continuato Range.
È il cantautore Johnny Flynn ad interpretare nel film il giovane Bowie: “Per me era molto più importante trovare qualcuno che avesse carisma e talento musicale rispetto a e qualcuno che avesse una somiglianza fisica con David”, ha raccontato ancora il regista. “All’epoca in cui si svolge la storia, David ha sedici singoli falliti alle spalle. C’è qualcosa di enormemente stimolante nell’andare avanti fino a trovare qualcosa di completamente originale nella musica, nell’esecuzione e nel personaggio. C’era qualcosa di così misterioso ed enigmatico in Bowie. La cosa straordinaria di David è stata proprio mostrare quante volte ci ha provato ed ha fallito, continuando con incredibile determinazione a proseguire. Volevo catturare quel momento di insicurezza prima della grande svolta, esplorando il giovane dietro l’icona. La performance di Johnny è la più bella lettera d’amore scritta da un musicista per un altro”, ha concluso Range.
