“La rabbia giovanile ha pagato bene, ora sono annoiato e vecchio”. Con questa strofa del brano Serve the Servants, Kurt Cobain apre In Utero, il terzo disco dei Nirvana, l’album con cui la band cerca furiosamente di allontanarsi dai meccanismi commerciali che hanno fatto arrivare Nevermind al numero uno in classifica in America nel gennaio 1992 ma che li porta nuovamente al primo posto negli Stati Uniti e in Inghilterra il 21 settembre 1993, vendendo quindici milioni di copie.
Dodici canzoni registrate in 14 giorni (Kurt registra le sue parti vocali in un’unica session di sei ore) ai Pachyderm Studios di Steve Albini a Cannon Falls, Minnesota, e la disperata ricerca di autenticità di Kurt Cobain con un suono radicale che segna la storia del rock alternativo degli anni 90. In un’intervista subito dopo l’uscita di In Utero, Dave Grohl rifletteva sull’impatto culturale avuto dai Nirvana sulla musica del proprio tempo:
“Penso che il fatto sia che non abbiamo mai voluto nulla di simile. Non ci aspettavamo niente. E penso che, se hai sempre sognato di diventare una rock star, e ci riesci, se sei una grande rock star, vivi in una villa, e sposi una modella… sei uno stronzo.”
“Non volevamo creare un movimento, non ci aspettavamo nulla. Siamo tre ragazzi che vogliono solo suonare e ad un certo punto hanno iniziato a chiamarci i Padrini del Grunge. Non ho neanche idea di cosa voglia dire “grunge”. La popolarità ad un certo livello ti fa andare fuori di testa: va tutto troppo veloce e non hai tempo di pensare. Ti aspetti che gli altri ti considerino un grande. Noi tre invece ancora non capiamo perché tutti pensano che siamo speciali. Siamo onorati ma non lo capiamo. Siamo sempre le stesse tre persone di prima. La musica che facciamo è solo il nostro modo di esprimerci.”
L’intervista è stata realizzata per il canale televisivo canadese Much Tv dalla presentatrice Erica Ehm, che incontra Dave Grohl e Kurt Cobain sul balcone di un hotel di Seattle affacciato sul mare, con il rumore delle navi e dei gabbiani in sottofondo. Diventa una delle interviste più famose e più amate di Kurt. Erica Ehm riesce ad entrare in connessione con lui parlando subito di libri e come prima domanda gli chiede qual è il libro che lo ha ispirato di più. “Ho letto il Profumo di Patrick Suskind almeno dieci volte e non riesco a smettere di leggerlo. Non mi lascia mai, è sempre nella mia tasca. Ho usato quella storia per Scentless Apprentice.”
Un anno dopo quell’intervista i Nirvana non esistono più. Nella sua intervista con Erica Ehm, Dave Grohl dice: “Non credo che andremo avanti per sempre, credo sia bello che ci siano gruppi rock di 20 anni fa che vanno avanti ancora oggi, ma credo anche sia giusto che ad un certo punto si facciano da parte per lasciare spazio a qualcosa di nuovo. Adesso siamo ancora nuovi, siamo gli ultimi arrivati e ci piace fare incazzare le persone ma prima o poi anche i Nirvana verranno considerati dei dinosauri. Tra dieci anni sarà tutto finito, sarò felice di non dover più gestire certe situazioni difficili ma so che mi mancheranno delle cose. Per esempio salire sul palco e suonare con Kurt e Krist e tutte le cose strane che succedono quando lo facciamo.”
