Il futuro di Phil Rudd nel mondo della musica e dunque anche negli AC/DC dipenderà da come si risolverà la sua vicenda giudiziaria. E’ questo, in sintesi, il pensiero di Brian Johnson ed Angus Young. Il batterista è stato arrestato all’inizio di novembre con l’accusa di istigazione all’omicidio, minacce e possesso di droga. A seguito delle prime indagini però il capo d’accusa più grave, quello di istigazione all’omicidio, è caduto ma restano ancora in piedi gli altri capi di accusa e quelli relativi al possesso di cannabis e metanfetamina sono particolarmente seri. Brian Johnson è tornato a parlare dell’accaduto nel corso dell’intervento allo show di Howard Stern e dopo uno scambio di battute anche scherzose, la questione si è fatta decisamente più seria: “Ovviamente dovremo capire come risolvere questa situazione ma in questo momento non penso che il nostro compito sia quello di licenziare Phil o fare qualcosa di simile. Penso che sia una situazione che debba risolversi con il tempo. In questo momento Phil è in una brutta situazione e non c’è niente che noi possiamo fare a riguardo. Anche perché qui stiamo parlando di tribunali penali, stiamo parlando di giudici e di giurie”.
Sarà dunque il processo e l’eventuale risoluzione o meno del caso a chiarire se ci sarà ancora spazio per Rudd all’interno della band. Il caso del batterista è arrivato quasi in concomitanza con l’uscita del nuovo album Rock Or Bust con Rudd che non ha preso parte né alla sessione fotografica legata al lancio del disco né al video del primo singolo. Si tratta di un momento di grandi cambiamenti per la band australiana che solo qualche mese fa è stata costretta a rinunciare allo storico chitarrista Malcolm Young.
