R.E.M., il capolavoro della band che Michael Stipe registrò in mutande: "mi tolsi i vestiti e cantai praticamente nudo"

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R.E.M., il capolavoro della band che Michael Stipe registrò in mutande: "mi tolsi i vestiti e cantai praticamente nudo"

La band di Athens registrò negli studi Bearsville Sound aperti da Albert Grossman a Woodstock durante la "Indian Summer"

Un giorno verso la fine del 1990, il chitarrista dei REM Peter Buck è a casa, sta guardando la televisione e decide che vuole imparare a suonare il mandolino. Prova un giro di accordi e crea l’intro di uno dei pezzi più famosi degli anni novanta, Losing My Religion, la splendida sperimentazione di una via alternativa al pop da parte della band di Michael Stipe che ha portato lo spirito e il suono indie nel mainstream senza perdere niente della propria ispirazione.

Losing My Religion è un’espressione tipica del sud degli Stati Uniti che vuol dire “perdere la ragione”, la canzone parla di amore, di una passione che diventa ossessione e di tutto il mistero che si nasconde dietro ai sentimenti e alle relazioni tra le persone: esce il16 febbraio 1991 come primo singolo dall’album Out of Time, viene passata da tutte le radio americane, va in rotazione su MTV grazie ad un videoclip spettacolare firmato dal regista Tarsem Singh e arriva al numero 4 in classifica in America, vincendo anche due Grammy Award.

Dieci anni dopo gli inizi nella scena underground di Athens in Georgia, l’esordio con Murmur nel 1983 e gli album pubblicati con l’etichetta indipendente IRS, per i REM è il momento della svolta.

Il mondo impazzisce per il mandolino, il ritornello e la perfezione pop di Losing My Religion: «Credo che le canzoni migliori siano quelle che chiunque può ascoltare e identificarsi immediatamente dicendo: sono io!»

Tra i tanti aneddoti sulla nascita di Losing My Religion c’è il momento in cui i REM la registrano negli studi Bearsville Sound aperti da Albert Grossman a Woodstock. La band si rifugia in un luogo magico per la storia del rock americano tra settembre ed ottobre del 1990, nel pieno della Indian Summer, un fenomeno meteorologico tipico della costa est degli Stati Uniti in cui si registrano temperature stranamente calde. Michael Stipe ha scritto un testo personale, intenso, e non trova la chiave giusta per cantarlo nel modo giusto: «Ero molto arrabbiato» ha raccontato, «Faceva caldissimo, e in un momento di frustrazione mi sono tolto i vestiti e ho registrato Losing My Religion praticamente nudo». Un gesto spontaneo, autentico, che crea la canzone che cambia la carriera della band ed entra nella storia del rock anni ’90: Peter Buck ha raccontato che Michael Stipe ha registrato tutta la traccia vocale di Losing My Religion in un solo take.

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