L'incredibile storia di "Barcelona", l'inno delle Olimpiadi del 1992 scritto da Freddie Mercury e Montserrat Caballé

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L'incredibile storia di "Barcelona", l'inno delle Olimpiadi del 1992 scritto da Freddie Mercury e Montserrat Caballé

La grande cantante lirica la prima volta che ascoltò Freddie: «Sei un mezzo soprano! Questo brano è magnifico, sei un artista che crea con il cuore»

I dischi di Freddie Mercury sono stati per il cantante e frontman dei Queen un modo per realizzare le sue idee musicali più stravaganti e realizzare alcuni dei suoi sogni. A partire dagli anni ’80, tra un disco e un tour dei Queen, Freddie Mercury si divertiva con altri generi musicali: pop, musical, dance, pubblicando l’album Mr. Bad Guy che diventa un classico dei club di Londra che frequentava come l’Heaven o collaborando con Giorgio Moroder nel pezzo Love Kills.

Il progetto più riuscito e la sua più grande soddisfazione è stato Barcelona il singolo scritto nel 1987 come inno delle Olimpiadi di Barcellona (che purtroppo Freddie non farà in tempo a vedere) cantato in un duetto straordinario con la cantante lirica spagnola Montserrat Caballé. La storia di questo pezzo al tempo unico nella storia del rock è stata raccontata da Peter Freestone, assistente personale di Freddie e suo amico e confidente.

Freddie Mercury, grande appassionato di opera, scopre Montserrat Caballé a Londra nei primi anni ‘80 durante una rappresentazione di un opera di Giuseppe Verdi alla Royal Opera House. Freddie è lì per ascoltare Luciano Pavarotti, ma rimane folgorato dalla voce della cantante spagnola: «Quando la Caballè cominciò a cantare e non ci fu altro» ha raccontato Peter Freestone «Freddie rimase a bocca aperta. Da quel momento non volle altro che lei». Nel 1986 durante un’intervista televisiva Freddie dichiara la sua ammirazione per Montserrat Caballé e il suo desiderio di conoscerla.

Un anno dopo, il 24 marzo 1987, le due star si incontrano all’Hotel Ritz di Barcellona. «Per cinque minuti ci fu il silenzio. Poi Freddie si girò all’improvviso verso Montserrat e disse: “Bene, ho composto una canzone per te. Posso fartela sentire?”». Freddie è arrivato all’appuntamento accompagnato dal pianista e arrangiatore Mike e una cassetta su cui ha registrato un’improvvisazione vocale in falsetto intitolata Exercises in Free Love (uscita come b-side del singolo The Great Pretender, cover di un classico dei Platters). Montserrat Caballé ascolta e dice entusiasta: «Sei un mezzo soprano! Questo brano è magnifico, sei un artista che crea con il cuore». Freddie e Montserrat passano tutto il giorno a cantare insieme al pianoforte dell’Hotel Ritz e tre giorni dopo la cantante esegue Exercises in Free Love durante un’esibizione a Covent Garden, commuovendo Freddie.

«Ero seduto con il mio smoking tra il pubblico, mi sono alzato e ho fatto un inchino mentre lei mi salutava. Ero emozionantissimo» ha raccontato Freddie. Si ritrovano a casa di Freddie a West Kensington, e in una notte in cui come ha raccontato Mike Moran: «Abbiamo suonato e cantato di tutto, dal jazz al soul. La Caballé diceva che era bellissimo stare con un artista come Freddie per cui la musica era un espressione naturale» nasce l’idea di un pezzo dedicato alla città della diva, Barcellona.

«L’unica volta in cui ho visto Freddie davvero sopraffatto dall’emozione e con le lacrime agli occhi è stato quando Montserrat Caballé ha cantato Barcelona» ha detto Peter Freestone, «Era felicissimo, diceva: “La voce più grande del mondo canterà la mia musica”». 

Le registrazioni avvengono a Londra, Barcelona viene presentata durante una cerimonia ufficiale al Ku Club Ibiza il 30 maggio 1987 e la buona accoglienza del pubblico spinge Freddie e la Caballé a fare un intero album ai Mountain Studios di Montreaux.

«Io ero solo un suo ammiratore, e volevo solo dimostrarglielo, ma la cosa è andata ogni oltre previsione» dice Freddie, «Viene da ridere a pensarci, ma se hai qualcosa di musicale in comune, tutte le distanze e le differenze svaniscono». Freddie e Montserrat si esibiscono ancora insieme l’8 ottobre 1987 al castello del Montjuic di Barcellona in occasione dell’arrivo della bandiera olimpica. Il singolo Barcelona è un successo, entra in classifica inglese al numero otto, mentre l’album arriva al numero cinque e viene accolto come una novità assoluta nel mondo del rock. «Dedicherò il resto della mia vita a Montsi» scherza Freddie con la stampa, dando un soprannome alla diva spagnola, «Scriverò altre canzoni per lei, sono pronto». 

Nel 1990, però Freddie confessa alla sua amica che la sua salute sta peggiorando e che probabilmente non riuscirà a cantare Barcelona con lei all’inaugurazione delle Olimpiadi. «Mi ha detto: non ce la farò» ha raccontato Montserrat Caballè «Pensavo non volesse più farlo perché aveva altri impegni con i Queen, poi ha aggiunto: “Tra due anni non ci sarò più. È mio dovere dirtelo.” Io ho risposto: “Non è un tuo dovere ma ti ringrazio per esserti confidato con me. Vuol dire che ho la tua amicizia, e questa per me è la cosa più importante”».

Nel 1992 Barcelona viene scelta come inno ufficiale dei Giochi Olimpici di Barcellona. Montserrat Caballé la canta accompagnata dal tenore spagnolo Josè Carreras. A proposito del suo incontro con Freddie la diva dell’opera, scomparsa nel 2018 a 85 anni, ha detto: «Barcelona fu un esempio dell’altissimo talento musicale di Freddie. Non era solo un cantante rock, era un vero musicista. Aveva trovato una formula per mettere insieme stili musicali diversi tra loro. E’ stata la prima e unica persona ad averlo fatto»

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