Nirvana, la storia e il significato nascosto di Lithium: la vera svolta nella carriera di Kurt Cobain come cantautore

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Nirvana, la storia e il significato nascosto di Lithium: la vera svolta nella carriera di Kurt Cobain come cantautore

Kurt mette in relazione la religione e gli psicofarmaci, colpevoli di deteriorare la salute mentale delle persone fragili

Lithium, terzo singolo estratto da Nevermind pubblicato il 13 luglio 1992, rappresenta una svolta per la carriera di Kurt Cobain come cantautore.

«È stata la prima canzone che ho davvero scritto invece di mettere insieme pezzi di poesie e altre cose» ha detto lui stesso. Lithium viene registrata per la prima volta agli Smart Studios di Madison, Wisconsin con il produttore Butch Vig nell’aprile del 1990, insieme al materiale che dovrebbe comporre il secondo album dei Nirvana prodotto dall’etichetta indipendente Sub Pop di Seattle che nel 1989 ha pubblicato il loro esordio Bleach

Nella band c’è ancora il primo batterista Chad Channing. Poi tutto succede in fretta: il demo con Lithium e altri pezzi gira per le case discografiche, i Nirvana firmano con una major, la DGC Records ed entrano in studio ai Sound City Studios di Van Nuys in California con il nuovo batterista Dave Grohl per registrare l’album che esce il 24 settembre 1991 e cambia la storia del rock, Nevermind.

Kurt Cobain ha raccontato che durante le registrazioni di Bleach prestava poca attenzione ai testi scegliendo frasi brevi e metafore che si adattassero alla musica, e che Lithium è stato il primo pezzo in cui ha voluto raccontare una storia. Il titolo è un riferimento allo psicofarmaco usato per i casi gravi di bipolarismo e schizofrenia, il testo parla di un uomo che dopo la morte della fidanzata si affida alla religione per superare il dolore e le proprie tendenze suicide.

«Ci ho messo dentro anche alcune delle mie esperienze personali, le relazioni sbagliate o le separazioni dolorose» ha spiegato Kurt Cobain al biografo dei Nirvana Michael Azerrad, «Ho sempre pensato che certe persone abbiano bisogno della religione nella loro vita. Per me è ok. Se serve a salvare qualcuno mi sta bene. La persona di cui parlo in Lithium sicuramente ne aveva bisogno».

Il riferimento alla religione secondo Azerrad potrebbe risalire ad un periodo della difficile adolescenza di Kurt, quando il padre Donald (che ha ottenuto la custodia nel 1979 dopo il divorzio dalla madre Wendy), incapace di prendersi cura di lui lo affida ad un amico, Jesse Reed che lo cresce in una famiglia profondamente religiosa di Cristiani Rinati, e anche alla celebre definizione della religione data da Karl Marx: «L’oppio dei popoli». In Lithium, Kurt mette in relazione la religione e gli psicofarmaci, colpevoli di deteriorare la salute mentale delle persone fragili e racconta la lotta di un uomo contro il crollo psicologico con il suo tipico sarcasmo e autoironia: «Sono così felice perché anche oggi ho trovato i miei amici / Sono nella mia testa».

Kurt si è sempre definito ateo e non ha mai cercato nella religione un aiuto per gestire i propri problemi, ma in poco più di quattro minuti è stato in grado di creare una canzone potentissima che in puro stile Nirvana mette insieme fede, dolore, aggressività, melodia e un senso di catarsi, lasciando però tutte le domande aperte. Nessuno sa se il protagonista di Lithium sia stato davvero salvato dalla fede, perché per Kurt Cobain il significato che l’ascoltatore trovava nelle sue canzoni era più importante del finale delle sue storie.

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