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AC/DC - L'intervista esclusiva a Brian Johnson e Angus Young : “Unici come noi ci sono solo i Rolling Stones"

Il cantante e il chitarrista della band australiana raccontano a Virgin Radio i segreti della band a pochi giorni dal live del 9 luglio a Imola

AC/DC

A pochi giorni dall’attesissimo concerto degli AC/DC del 9 luglio all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ecco l’intervista di Andrea Rock con Brian Johnson e Angus Young che ci raccontano come nasce la scaletta dei loro concerti, del loro stile inimitabile e della grande passione, e rispetto, che hanno per i Rolling Stones!

Tra pochi giorni suonerete in Italia a Imola. Quanto è difficile per voi decidere la scaletta di un concerto così atteso dai vostri fan?
(Angus) “È davvero una scelta dura. Ci sono delle canzoni che dobbiamo suonare! Ci sono canzoni che magari suoni da sempre. A noi piace scegliere materiale dal primo disco all’ultimo. La lista dei brani è molto ricca. Ma ci sono una serie di pezzi che la gente vuole ascoltare: Back in Black, Highway To Hell, Hells Bells, Thunderstruck, Rock 'N Roll Train. Cerchiamo quindi di fare del nostro meglio per non scontentare nessuno, ma inserire anche qualcosa di nuovo, dove possibile. È comunque il pubblico a farti capire cosa vuole; se un pezzo funziona dal vivo dei nuovi, lo capisci immediatamente”!

Anche tu Brian sei d’accordo con quello che dice Angus?
(Brian) “È vero che la scaletta è una cosa difficile da gestire perché ognuno nella band ha le sue preferite e ognuno dice: ‘Facciamo questa, facciamo quest’altra’. Bisogna avere molta attenzione nella scelta della scaletta”.

Anche perché esistono diverse generazioni di fan degli AC/DC che vi hanno conosciuto in periodi diversi. Come vi relazionate magari a coloro che vi hanno scoperto con le pubblicazioni più recenti, come Rock Or Bust?
(A) “Bisogna saper fare un po’ di compromessi per non scontentare nessuno. Cerchi di coprire quasi tutto e se va bene ottieni il mix perfetto”.

Quanto è importante per voi mantenere invariata quella formula che esibite da 40 anni? Vorreste sperimentare anche cose nuove o diverse?
(A) “Credo si tratti semplicemente per noi di fare quello che ci viene meglio e questo è il rock’n’roll. Viene fuori così, naturalmente. Forse deriva dagli strumenti che usiamo, due chitarre basso batteria e voce. Basta mettere insieme questi elementi e ciò che ne deriva è del buon rock, del buon ‘driving rock’. Non credo che diventeremo mai una jazz band o una rap band. E’ il nostro stile. Ci abbiamo messo molto tempo a far si che fosse accettato, ci abbiamo messo anni. La gente ha imparato a riconoscere il nostro stile e noi volevamo che il pubblico, fin da subito, dicesse: ‘Sono loro! Nessun altro suona così”.

Esiste una band che è riuscita a catturare la vostra attenzione negli anni?
(A): “Direi gli Stones! Un’altra di quelle band che ascolti e dici: ‘Questi sono i Rolling Stones’… io conosco l’ambito del rock e parlo di questo…ti potrei dire anche gli Who ! C’è ancora qualcuno lì fuori con il suo marchio di fabbrica che va avanti costantemente”.

Ciao Nicky Hayden
 
Andiamo a Imola
 
VIRGIN KASABIAN 27-03-2017
 

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