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Sempre più startup rosa

SoundGlasses è l’idea che ha vinto la Startup Weekend Women Edition di Palermo

Sempre più startup rosa

SoundGlasses è l’idea di startup che ha vinto la Startup Weekend Women Edition di Palermo aggiudicandosi 6 mesi di incubazione gratuita all’interno di ARCA, incubatore attivo nel capoluogo dal 2005. Una selezione musicale personalizzata in base all’esperienza turistica, oltre ad un network di contenuti condivisi, è l’idea del team di SoundGlasses che ha conteso il premio con altri otto team in una sfida che ha visto protagoniste 41 giovani innovatrici siciliane. Tutte, tra i 25 e 35 anni, hanno lavorato a un’idea di startup, avendo così l’occasione di mettersi a confronto con alcune delle donne più talentuose dell’ecosistema innovativo italiano presenti in giuria e come mentor.

Imprenditrici del futuro
Anna Testa (Telecom WCap Accelerator), Federica Destro (Startup Revolutionary Road e Fondazione Filarete), Doris Messina (Responsabile Startup e New Business Gruppo Banca Sella) e altre dal mondo dell’Impresa, delle Banche e dell’Università hanno potuto trasferire know how e competenze a potenziali imprenditrici e startupper del prossimo futuro. Premi speciali sono stati assegnati a: DressMeMore - startup fashion che ha proposto una doppia innovazione, digitale nel settore retail e sociale per il manufatturiero locale, vincendo così un periodo di incubazione light nel coworking milanese Make a Cube; SailApp - startup della sharing economy nel settore nautico che ha vinto servizi di pre-accelerazione da parte di At-factory e Sellalab; TraMeet - una mobile payment app per l’acquisto di biglietti dei trasporti pubblici che offre anche una “temporary community” tra viaggiatori a cui è stato riservato un periodo di formazione con specialisti del settore fintech da Sellalab.

Acceleratori vivaci
Promotrice e anima dell’evento è stata Paola Di Rosa, che si occupa di business innovation presso At-factory, il vivace acceleratore digitale palermitano che si impegna per costruire partnership sul territorio in un’ottica di valorizzazione delle risorse e delle energie di cui la Sicilia è patria. “L’idea mi è venuta leggendo un articolo in cui si rimproverava ai VC di avere ancora forti pregiudizi sulla capacità delle donne di fare o guidare aziende e startup innovative - spiega Paola - e si metteva in evidenza la contraddizione tra l’identità disruptive del capitale di rischio ed il loro pregiudizio esortandoli ad essere più female friendly”. Eppure il numero di donne imprenditrici è in crescita, così come in crescita è il successo delle aziende che hanno fondato o diretto. L’obiettivo di Paola Di Rosa, insieme a Monica Guizzardi e Serena Tudisco sue colleghe, è quello di incoraggiare e ispirare le giovani donne ad essere leader nei team delle startup e a scardinare il pregiudizio sulla loro “capability” ad essere produttive come gli uomini.

Contaminare l’ecosistema
Costruire una prima edizione della Startup WE Women Edition ha significato per il team di At-factory un rilevante contributo al progetto di contaminare e portare anche al Sud le figure più importanti dell’ecosistema innovativo, spesso esclusiva delle città da Roma in su e un primo significativo passo nel riconoscimento di una forte identità femminile dell’impresa innovativa siciliana. “Vogliamo coinvolgere - ha spiegato Paola - e permettere alle ragazze del nostro territorio, che non possono spostarsi per partecipare a contest o programmi accreditati, di confrontarsi con linguaggi ed esperienze consolidate e fare networking con personaggi qualificati che possono sostenere - anche con investimenti - lo sviluppo delle loro idee di impresa”. Alla giornata conclusiva ha preso parte anche il Rettore Fabrizio Micari che ha confermato come la nuova mission dell’Ateneo palermitano sia focalizzata sul rapporto del mondo accademico con le nuove tecnologie digitali e sull’evoluzione dell’offerta formativa che tenga conto delle figure professionali di domani. Un’importante occasione, insomma, per dimostrare ai player dell’innovazione italiana presenti che al Sud, in Sicilia, c’è un capitale umano di grande qualità su cui investire.

Fonte: http://corriereinnovazione.corriere.it/ di Barbara Gasperini

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