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Siamo Campioni del Mondo e non lo sappiamo

Un Italia nascosta di cui essere orgogliosi

Siamo Campioni del Mondo e non lo sappiamo

Riprendiamo proprio l'articolo pubblicato ieri da Walter Passerini sulla rubrica "Ricomincio da Me" di Face4Job.

C'è un'Italia di cui spesso non si ha consapevolezza e che fa cose di cui essere orgogliosi. Il rapporto I.T.A.L.I.A. - Geografie del nuovo made in Italy di Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison, presentato oggi a Treia, nasce per raccontare questa parte di Paese. Un rapporto (che ha il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali, dell'Ambiente e di Expo Milano 2015) che ci porta in viaggio tra i tanti talenti italiani.

Scorrendo le pagine scopriamo che l'Italia sa essere innovativa, versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente. Soprattutto sui mercati globali. Tanto da esprimere, nonostante i sette anni di crisi, quasi mille prodotti con saldo commerciale attivo da record. Un risultato di tutto riguardo, raggiunto grazie a una scelta decisa sulla qualità. E in linea con il nostro primato sul fronte dell'avanzo commerciale: l'Italia è uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari. In compagnia di grandi potenze industriali come Cina, Germania, Giappone e Corea. Una leadership che ci parla di qualità crescente riconosciuta alla nostra manifattura. Non a caso dall'introduzione dell'euro l'Italia ha visto i valori medi unitari dei suoi prodotti salire del 39%, facendo meglio di Regno Unito (36%) e Germania (23%).

Secondo un recente sondaggio Ipsos circa l'80% degli statunitensi e dei cinesi riconosce nel made in Italy un grande valore. Sia all'estero che in patria il made in Italy è sinonimo di moda, artigianato, arredamento, design e cibo, e soprattutto di bellezza e qualità. Due italiani su tre sono disposti a pagare un sovrapprezzo per avere prodotti 100% italiani. Grazie alla bellezza e alla qualità connaturata ai nostri prodotti, poi, l'Italia continua a produrre cose che piacciono al mondo. Su Google i prodotti made in Italy sono cresciuti in termini di ricerche dal 2011 al 2014 di ben il 22%, specie in Paesi come Giappone, Emirati Arabi, Usa, Russia e Brasile. Aprirsi ai mercati globali sfruttando anche le possibilità offerte dalle nuove tecnologie è una risposta concreta alla contrazione del mercato interno.

È questo il Paese che emerge dal rapporto che, senza nascondere le difficoltà del mercato interno, misura la competitività del sistema produttivo italiano non con parametri tradizionali come la quota di mercato detenuta sull'export mondiale, ma con un nuovo indicatore capace di cogliere e leggere la nostra economia: la bilancia commerciale dei singoli prodotti. Se pensiamo al mercato globale come a un'olimpiade, ai prodotti come discipline sportive in cui vince chi ha un export di gran lunga superiore all'import, l'Italia arriva a medaglia quasi mille volte. Fanno meglio di noi solo Cina, Germania e Stati Uniti.

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