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Ringo al Rally dei Faraoni

La cronaca dell'esperienza vissuta da Ringo nel deserto a cavallo della sua moto

ringo
  • ringo a cavallo della su amoto

    Cronaca di una settimana vissuta pericolosamente da Ringo tra le insidiose dune del deserto a cavallo della sua Ktm 520. Una gara, il Rally dei Faraoni, portata gloriosamente a termine. E un viaggio estremo alla ricerca della propria anima.

    LA FORZA DEL DESERTO
    «Io sono un centauro da sempre. Sono cresciuto andando in moto. Da parecchi anni giro in pista e mi diletto con le supermotard. Lo faccio solo per passione, non ho mire competitive. La sfida è solo contro me stesso. Andando su pista il segreto è imparare a non scivolare. Avere tanto grip sulle gomme e saper staccare in curva il più tardi possibile.

    Nel deserto invece devi imparare a galleggiare sulla sabbia, andare sempre al massimo, spalancare il gas senza mai frenare perché se perdi velocità la forcella anteriore affonda, si insabbia, e tu vieni catapultato in avanti e ti capotti. Mentre galleggi, se incontri un sasso che non riesci ad evitare devi semplicemente alzare la forcella anteriore, beccare la pietra con la ruota dietro, fare un saltone e pregare che tutto vada per il meglio.

    Spinto solo dalla passione per le due ruote e dalla voglia di rimettermi alla prova partendo da zero. A ripensarci ora un rally nel deserto è duro da morire. Faticoso e pericoloso. Sassi, sabbia, buche. Ma io sono uno che non molla e ci sono tornato»!

  • ringo sulla duna

    IL RALLY DI QUEST'ANNO
    «Sette tappe per un totale di poco più di 2980 km. Partenza dal Cairo e ritorno al Cairo, per la precisione a Ghiza sotto la sfinge. Uno spettacolo meraviglioso Per mm tagliare il traguardo è stata già una vittoria, senza dubbio la più grande della mia "carriera” sulle due ruote perché la più
    difficile.

    Grazie all'aiuto del mio "tutor” Maurizio Dominella, che mi ha insegnato a correre nel deserto e quando ero in crisi mi ha stimolato a non mollare mai, e a Italo Galli, il nostro meccanico, uno che conosce i motori come io la musica rock (senza dimenticare il mitico Scassa).

    A loro devo dire il grazie più importante. Ragazzi, senza di voi non ce l'avrei mai fatta così come un grazie va alla Oakley che mi ha dato gli occhiali giusti per gareggiare e la TCX per gli stivali».

  • SUONI & VISIONI
    «Non ho ascoltato musica. È stata la mia full immersion con la vita. Volevo staccare con Milano, l'Italia e il lavoro. Il deserto non fa casino. C'è solo un sibilo di vento che ti permette di ascoltare il rumore del tuo cervello. Ogni tanto avevo la suggestione di ascoltare in lontananza pezzi
    dei Pink Floyd, la chitarra di Jimi Hendrix, i Doors di The end.

    Due "fotografie” mi rimarranno impresse tutta la vita. Gli arrivi di tappa. Uomini distrutti ma con la gioia negli occhi di essere arrivati all'arrivo sani e salvi e il tramonto del sole che scende velocissimo e ogni secondo cambia i colori della sabbia».

    Ringo

    Guarda la photogallery (foto di Edoardo Bauer)

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