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Viaggi – Le città della musica: Manchester

Scopri la storia musicale di una città che da sempre ha il cuore che batte al ritmo di rock’n’roll

oasis

Quando si parla di musica inglese viene automatico pensare a Londra. A Camden Town con i suoi locali come la Electric Ballroom, a Portobello con i negozi di vinili usati, agli studi di registrazione di Abbey Road e alle grandi arene per i concerti.

Poi però si scopre che i Beatles erano di Liverpool, i Rolling Stones e i Led Zeppelin della provincia della capitale. Solo i Clash e gli Who, tra i grandi, possono definirsi londinesi. Tanti, poi, arrivano dal nord. E lì, tra aree ex industriali e disagio giovanile, la capitale della musica è senza dubbio Manchester.

Prima degli Oasis, e dell'invasione Brit Pop, sulle rive del fiume Irwell sono passati lasciando il segno i Joy Division di Ian Curtis a fine anni Settanta.

  • joy division

    Subito dopo di loro è toccato a Buzzcocks, New Order, agli Smiths di Morrissey fino a quando, a metà anni Ottanta, la scena di Manchester era così zeppa di gruppi di talento da essere il centro nevralgico della discografia inglese.

    Era il periodo del Manchester Sound o di Madchester come era chiamata la scena musicale di quegli anni. Le band erano Stone Roses, Happy Mondays, Ispiral Carpets, The Charlatans, Primal Scream e la loro corrente musicale era fatta da un misto di alternative rock con inserimenti di musica elettronica (principalmente house) che impazzava nei club della città come il leggendario Hacienda.

  • manchester

    Ritmi ripetitivi e psichedelici ad alta attitudine punk. Storicamente l'evento che ha dato vita alla scena è l'uscita, quasi in contemporanea, nell'ottobre del 1988, di "Elephant Stone” degli Stone Roses e "Wrote For Luck” degli Happy Mondays.

    In un attimo l'Inghilterra è percorsa da una scossa. La stampa specializzata (NME, Q, Melody Maker) segue con attenzione il fenomeno fino a quando gli Stone Roses pubblicano il singolo "Made Of Stone”. È ormai Madchester delirio. Si parla senza mezzi termini di ‘rivoluzione' nel pop britannico.

    Una crescita di popolarità continua che vede il suo apice nella primavera del 1990. Dopo di allora il declino, a partire dal live degli Stone Roses a Spike Island, causato da un esaurimento creativo durato tutti gli anni Novanta.

  • stone roses

    Poi, ad un tratto, dalle ceneri del Madchester è arrivato in ambito rock il brit pop grazie, soprattutto agli Oasis di Noel (ex roadie degli Ispiral Carpets) e Liam (amico di Ian Brown degli Stone Roses) Gallagher e in ambito elettronico del big beat con FatBoy Slim e Chemical Brothers.

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