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Speciale Groezrock '12 raccontato da Andrea Rock

In belgio si e' svolto il primo grande festival della stagione. E Virgin Radio c'era con un inviato speciale!


Erano un paio d'anni che non mi muovevo dall'Italia per un festival. L'ultima volta risale proprio all'aprile del 2010; la mia meta era il Groezrock, festival punk hardcore in Belgio… Mi ero trovato bene e quest'anno ho deciso di tornarci, poco dopo aver saputo che uno dei main act rispondeva al nome di Rancid (!).

Quando parti per un festival come il Groez, sai che avrai davanti a te due/tre giorni impegnativi dal punto di vista fisico, ma sai che le band che avrai modo di vedere ti ripagheranno delle poche ore di sonno e dei mal di schiena. Parto con alcuni amici sabato 28, alle 6.00 di mattina dall'aeroporto di Malpensa: destinazione Bruxelles.

  • Rancid
    Dall'aeroporto nel quale atterriamo, devi prendere tre diversi treni per giungere a Geel, piccolo paesino molto accogliente nel quale pernottare in hotel non costa troppo. È divertente vedere vagoni pieni di fan del punk rock ‘invadere' questa cittadina della provincia di Anversa. Va detto subito che i fan sono molto rispettosi ed educati; tranquilli e ordinati raggiungono le navette messe a disposizione dal comune per raggiungere l'area destinata al concerto nella vicina Meerhout, cittadina di 8000 abitanti che una volta l'anno vede circa 25.000 fan affollare le strade, armati di tende, zaini e birra (buonissima la Duvel, ve la consiglio!).

    Dall'arrivo della navetta, l'ingresso del festival è a cinque minuti a piedi; ritiro il mio biglietto nell'area guest con estrema semplicità e inaspettata rapidità. Un altro punto a favore per gli organizzatori del festival. Nel 2012 l'evento festeggia 20 anni d'attività e per l'occasione, rispetto alle edizioni precedenti, viene aggiunto un palco, ai tre già presenti: si tratta del Fender Acoustic Stage, dedicato alle performance acustiche di artisti provenienti della scena punk come Anti Flag, Buoncing Souls, Dave Hause e Chuck Ragan (per citarne solo alcuni). All'interno dell'area si consuma tramite ticket; ho fatto pochissime file per cambiare i soldi e una volta allo stand, vieni servito in massimo 2 minuti. Un altro punto per gli organizzatori. Grazie al wi-fi presente nell'area e all'utile applicazione per iPhone e iPad gratuita del festival è stato semplice seguire la programmazione dei diversi palchi.

  • Groez
    Nella giornata di sabato ho assisto alle perfomance di Reel Big Fish, Heideroosjes, Face To Face ed Hazen St. I cambi palco sono i momenti migliori per riuscire a prendere posto sotto i diversi tendoni (i palchi sono tutti coperti). Terminata la performance degli Yellowcard, mi avvicino alle prime file per lo show degli headliner. I Rancid sono in grande forma e snocciolano tutti i brani migliori dei loro 20 anni di carriera. Vi consiglio di non perderli in occasione della loro unica data italiana prevista per il 21 luglio al Rock In Idrho festival

    E arriviamo all'unica nota negativa di questa manifestazione: i trasporti notturni. Sebbene la maggior parte dei partecipanti pernottino nel campeggio adiacente al festival, sono in molti a dover far ritorno nei paesi vicini dove sono situati gli hotel. Le navette purtroppo non sono più disponibili dalle h 21 (gli headliner hanno finito intorno all'1.20) e il servizio di taxi è a dir poco deficitario: non è possibile prenotarli e i pochi che passano vengono letteralmente presi d'assalto dai tanti ragazzi stanchi e spossati da una giornata fisicamente impegnativa. Dopo due ore e mezza e dopo aver valutato anche l'opzione di andare a piedi per oltre 10 km, riusciamo finalmente a salire su uno dei pochi taxi diretti a Geel.
  • Groez
    La seconda giornata inizia presto e la prima Duvel ci viene offerta dal bar sotto l'hotel alle 11: una colazione decisamente rock'n'roll! Seguo i live di Old Firm Casuals (con un Lars Frederiksen carico, nonostante la performance della sera precedente con i Rancid) e Alkaline Trio, ma il mio obiettivo della giornata è il palco acustico sul quale si esibiscono in rapida successione Mike Herrera (MXPX), Dave Hause (The Loved Ones), Tom Gabel (Against Me!) e l'headliner Chuck Ragan.

    Questa serie di performance vengono accolte calorosamente dal pubblico, visto anche il recente successo del "Revival Tour” in America e in Europa. Onde evitare di rimanere a piedi la sera prima del volo di ritorno, sono costretto a rinunciare allo show dei ritrovati Refused sul main stage (mi ripropongo di vederli come spalla dei Soundgarden il 4 giugno). In conclusione posso dirvi che il festival è veramente ben organizzato e vale la pena tornare a casa un po' spossati.

    Se il prossimo anno riusciranno ad essere efficienti anche sul discorso dei trasporti notturni, avranno fatto 13. Saluto in questa sede anche tutti i ragazzi italiani incontrati in Belgio. Sarà un'estate live intensa…e quello del Groezrock è stato decisamente un buon allenamento.

    Andrea Rock


    Photo by: www.flickr.com/canthc

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