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Rock News

Metallica, Lars Ulrich confessa: “Quando ho conosciuto James Hetfield era timido e goffo”. L'intervista

Il batterista ha raccontato in un’intervista il suo primo incontro con il leader della band e come sono nati i Metallica

Metallica, Lars Ulrich confessa: “Quando ho conosciuto James Hetfield era timido e goffo”. L'intervista
Pensate di sapere tutto sui Metallica?
Forse qualcosa è rimasto nascosto fino ad oggi. Di recente infatti, proprio il giorno prima che la band venisse insignita del “Polar Music Prize” il 14 giugno a Stoccolma, Lars Ulrich, il batterista della band ha concesso una lunga intervista al giornalista musicale Jan Gradvall. Durante la chiacchierata, l’artista ha parlato del suo incontro con James Hetfield, degli inizi dei Metallica (nei primi anni ‘80), dei modelli da cui hanno preso ispirazione e in generale della loro lunga e fortunatissima carriera.
 
Secondo quanto riportato su blabbermouth.net, il musicista ha raccontato come si è avvicinato alla musica. Grazie… al tennis! «[La mia famiglia] si è trasferita a Los Angeles, a Newport Beach, un sobborgo nel sud, e giocavo a tennis nella squadra locale delle scuole superiori. C'era un giocatore di tennis australiano di nome Roy Emerson che era amico di mio padre, e aveva un figlio di nome Anthony Emerson, che era il tennista di punta della scuola superiore di Corona Del Mar. E io stavo per diventare il secondo tennista più bravo del liceo».
O almeno questo era quello che pensava all’inizio. Perché se in Danimarca era tra i tennisti più bravi, Ulrich si è reso ben presto conto che le cose era diverse in America. E ha dovuto dire addio al suo sogno di primeggiare nel tennis. Grazie a questa “sconfitta” si è avvicinato alla musica, però.
Racconta infatti di aver inserito in un negozietto un annuncio che recitava così: «Batterista in cerca di altri fan dell’heavy metal per formare una band».
 
Al tempo era un fan dei Diamond Head, degli Angel Witch, dei Tygers of Pan Tang.
«E poi un giorno, ricevetti la chiamata di un tizio chiamato Hugh Tanner, che mi aveva chiesto di poter portare un suo amico, e ci incontrammo e suonammo musica per tutto pomeriggio. E il ragazzo che ha portato con sé era James Hetfield. [James era] molto timido, super introverso, riusciva a malapena a guardarti negli occhi, a malapena a fare conversazione. Ma c’era una connessione tra di noi mentre suonavamo. E anche se quel giorno non è successo nulla, ho finito per essere un po’ frustrato dall'intera faccenda».
 
Dopo ha trascorso l’estate in Europa, ma appena è tornato in America ha ricontattato quel ragazzo timido:
«E gli ho chiesto se voleva incontrarmi e vedere se c'era la possibilità di fare qualcosa, e ci siamo agganciati. E 37 anni dopo, sono seduto qui. Era in quel momento ... Venivo da un'educazione europea colta, ero figlio unico, molto vicino ai miei genitori - i miei genitori erano i miei migliori amici a quel tempo. Lui invece era l’esatto opposto - il classico ribelle americano, una specie di “Fuck my parents, fuck society, fuck The Man” – (…) Era tremendamente timido e goffo. Ma eravamo legati dalla musica e ci siamo seduti nella mia stanza a Newport Beach e abbiamo ascoltato, come ho detto, Tygers of Pan Tang e Girlschool e Saxon e Angel Witch, e altri simili, e lui amava questo genere. Lui era cresciuto maggiormente con artisti americani come gli Aerosmith e Ted Nugent e quel genere di musica. Ma abbiamo trovato un linguaggio comune e un genere comune a cui entrambi potessimo sentirci connessi e identificarci. E abbiamo iniziato a suonare canzoni insieme (…) Molte band nei bar e nei club in quel momento stavano suonando canzoni dei Kiss e dei Judas Priest, o qualsiasi altra cosa, quindi abbiamo deciso di suonare qualche cover, ma non di canzoni che la gente conosceva. Più avanti ci saremmo presi del tempo per iniziare a scrivere le nostre canzoni».
 
Il giornalista ha poi chiesto a Ulrich come è avvenuto il cambiamento musicale della band intorno al 1991. Il musicista ha risposto tra l’altro: «Penso che noi, come persone, abbiamo paura della ripetizione o paura di rimanere bloccati. (…) E siamo così fieramente indipendenti e autonomi, e nessuno ci può trattenere, e continueremo a cambiare tutto il tempo. (…) c'è stata una naturale progressiva crescita ed evoluzione che è arrivata ad un punto finale alla fine dell’ album “... And Justice For All”. E l'unico passo avanti, per non ripetersi o rimanere bloccati in quel momento, era di fare qualcosa di completamente diverso, ed è quello che abbiamo fatto per i successivi due anni».
 
Ulrich e il bassista Robert Trujillo hanno ricevuto il premio “Polar Music Prize” da Sua Maestà il Re Carlo XVI Gustavo di Svezia. Nel suo discorso, Ulrich ha dichiarato:
«Chi avrebbe mai pensato, quando i Metallica hanno iniziato questo viaggio musicale 37 anni fa, che un giorno saremmo stati di fronte sia ai reali della musica sia ai reali “veri”, accettando uno dei premi più prestigiosi che possono essere conferiti ai musicisti».
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