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Rock News

Vicky Cornell: "Io e la mia famiglia stiamo ancora aspettando delle risposte sulla morte di Chris dopo le pessime indagini". L'intervista

La donna sostiene che siano stati gli effetti degli psicofarmaci a spingere il cantante al suicidio

Vicky Cornell: "Io e la mia famiglia stiamo ancora aspettando delle risposte sulla morte di Chris dopo le pessime indagini". L'intervista
È già passato un anno dalla morte di Chris Cornell.
Una veglia funebre si terrà questo venerdì (18 maggio) presso l'Hollywood Forever Cemetery di Los Angeles.
Il frontman dei Soundgarden e degli Audioslave si è tolto la vita il 18 maggio 2017. Nonostante siano passati molti mesi dalla sua scomparsa, la sua morte improvvisa continua a essere avvolta dal mistero. La famiglia del cantante e in particolare la vedova, Vicky Cornell, non riesce a darsi pace e continua a pensare che siano stati gli effetti collaterali di alcuni psicofarmaci a spingere il marito al suicidio.

Secondo quanto riportato dal Detroit News, per Vicky il medico legale avrebbe svolto una pessima indagine: ci sono troppe lacune all’interno dei referti medici che hanno portato a false accuse e a ripetuti attacchi nei confronti della famiglia del cantante.
In base a quanto si legge su loudwire.com, la vedova di Cornell ha dichiarato: «Alcune persone sono solo fan in cerca di risposte, ma alcuni di loro sono teorici della cospirazione che hanno detto le cose più vili ai miei figli e a me».
La donna ritiene che il rapporto dell’autopsia che ha affermato “I farmaci non hanno contribuito alla causa della morte” sia completamente fuorviante. La donna ha condotto le sue personali ricerche sul caso e ha scoperto che, uno dei medici legali, il dottor Richard Cote del dipartimento di patologia della Miller School of Medicine di Miami, ha scritto che probabilmente i farmaci hanno avuto un ruolo importante nella morte del cantante.
 
Il dottor Cote avrebbe scritto: «Vi è una chiara evidenza di ingestione di farmaci che hanno portato a comportamenti alterati. I farmaci che sono stati trovati - e i loro livelli - indicano dosi che altererebbero le funzioni mentali e motorie singolarmente, ma hanno effetti molto più potenti se combinati insieme».
 
La vedova di Cornell ha anche raccontato che il flacone di Prednisone trovato nel bagno del cantante non è stato analizzato dal medico legale.
La donna ha aggiunto: «Mio marito non aveva intenzione di lasciare questo mondo. Non ha avuto il controllo delle sue facoltà a causa della tossicologia, forse anche aggravata da altri fattori, tra cui un trauma cranico, che è stato riportato in due EMS che sono state lasciate fuori dal rapporto dell'autopsia».

E ha aggiunto: «Se aggiungete tutto, questi farmaci non avrebbero dovuto mai essere prescritti. Hanno causato una ricaduta ... Penso che sia stata, purtroppo, la tempesta perfetta, una combinazione di fattori che lo ha reso maniacale. Se il medico legale avesse esaminato tutti questi fattori, forse non avrebbe concluso che si trattava di un suicidio in appena un'ora e mezza».
E ha concluso:
«Siamo esseri umani. Questa è la vita reale. Non siamo personaggi dei film. Ho perso mio marito. I miei figli hanno perso il padre. Siamo pieni di dolore e dobbiamo confrontarci con queste persone che verranno dopo di noi. Se il referto dell'autopsia fosse stato approfondito, credo che una parte di tutto questo avrebbe potuto essere evitato».
Guns N' Roses - Shadow Of Your Love
 
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