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Gli album più cupi nella storia del rock. Scopri la TOP 5

L'introspezione e le atmosfere cupe delle band che hanno creato dischi leggendari

Gli album più cupi nella storia del rock. Scopri la TOP 5

Dal dark di certi anni ’80 alla rabbia di tre giovani uomini con la creazione di un vero e proprio capolavoro.
Certi dischi sono nati proprio nel lato più oscuro della genialità di band e cantautori intramontabili, regalandoci pietre miliari nella storia del rock.
Sensazioni e stati d’animo che difficilmente avrebbero potuto essere espressi con altri codici.

Ecco la TOP 5 dei dischi più cupi nel mondo del rock:

5) Nick Drake, "Pink Moon" (1972)

Terzo album in studio di Nick Drake uscito il 25 febbraio 1972. Ad eccezione di qualche tocco di pianoforte, l'unico strumento presente all'interno del disco è la chitarra acustica. 
L'album è l'ultimo pubblicato dal cantautore inglese prima della sua morte avvenuta il 25 novembre 1974.

4) Cure, "Pornography" (1982)

"Pornography" è il quarto album dei The Cure uscito il 3 maggio 1982. Durante le registrazioni del disco la band era sull'orlo del collasso a causa di un grande uso di sostanze stupefacenti, conflitti tra i membri del gruppo e la depressione del frontman Robert Smith arrivata a livelli insostenibili. Nonostante questo "Pornography" è tutt'oggi considerato un album fondamentale nella carriera della band, un vero manifesto per il genere gothic rock.

3) Smiths, "Meat Is Murder" (1985)

"Meat Is Murder" è il secondo album pubblicato dai The Smiths l'11 febbraio 1985. Il disco fu un clamoroso successo, raggiungendo la prima posizione in Inghilterra e rimanendo in classifica ben 13 settimane. Il disco è un vero e proprio manifesto contro le politiche della Thatcher assumendo toni più cupi e impegnati rispetto all'album di debutto.

2) Nivrana, "In Utero" (1993)

"In Utero", uscito il 21 settembre 1993, è il terzo album dei Nirvana. Il peso sulle spalle per via del successo di "Nevermind" era molto grande, Cobain non voleva più prendere sul serio la band, aveva ipotizzato un titolo veramente forte: "Hate Myself and I Want to Die" (Odio me stesso e voglio morire), frase tratta dai suoi diari del 1992. Il leader dei Nirvana era solito rispondere così nei confronti di tutto coloro che gli chiedevano come stava. Novoselic convinse Kurt a cambiare il nome del disco rifacendosi ad una poesia scritta dalla mogli Courtney Love: "In Utero".

1) Manic Street Preachers, "The Holy Bible" (1994)

"The Holy Bible" è il terzo album dei Manic Street Preachers, uscito il 29 agosto 1994. A differenza degli album precedenti la band trasforma il proprio look e il proprio sound. Dai vestiti da hard rocker si passa alle uniforme militari e il suono viene diretto verso sonorità più gotiche, abbandonando i caratteri del metal. Durante le registrazioni del disco la band era solita ascoltare "Unknown Pleasure" dei Joy Division influenzando pesantemente la composizione del disco.

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