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Kurt Cobain: Il docufilm è crudo ed intimo. È stato duro mostrarlo alla madre

Il regista Brett Morgen è tornato a parlare di Kurt Cobain: Montage of Heck

Kurt Cobain: Il docufilm è crudo ed intimo. È stato duro mostrarlo alla madre
Il regista del documentario su Kurt Cobain, Brett Morgen, ha dichiarato di aver avvertito la madre del leader dei Nirvana prima di lasciarle guardare Kurt Cobain: Montage Of Heck. Il docufilm, infatti, stando a quanto detto dal regista, contiene delle scene molto crude e molto intime che avrebbero potuto infastidire Wendy O'Connor. In particolare le scene incriminate sono quelle in cui Cobain parla del suo abuso di droghe ed alcuni momenti della sua vita ‘intima’ con la moglie Courtney Love: “Quando ho mostrato il video a Wendy per la prima volta, gli ho anche detto che c'erano delle scene che una mamma non avrebbe dovuto vedere - ha dichiarato Morgen a Rolling Stone. “È stato molto difficile ed anche doloroso per me mostrargli alcune delle cose che sono contenute nella terza parte del film. Sapevo che avrebbe preferito non avere nessun ruolo e non la biasimo per questo. Penso che anche Kurt non avrebbe voluto che sua madre vedesse certe scene. Il nostro obiettivo non era quello di dare una brutta immagine di Cobain. Abbiamo cercato di guardarlo negli occhi, senza nessun tentativo di umiliarlo. Credo che non ci sarà nessun altro film su un’icona della musica così crudo e così intimo”. I DUBBI DELLA SORELLA KIMBERLY Tra le scene più difficili c'è quella in cui il cantante prende in braccio la piccola Frances Bean per un taglio di capelli ed in quel momento Cobain sembra sotto l'effetto di eroina. Morgen ha dichiarato di aver dovuto convincere la sorella di Kurt, Kimberly, ad includere il filmato nel film: “Mi ha detto: ‘Mio fratello era molto imbarazzato per la sua dipendenza? Pensi che voglia questo nel film?’ Io gli ho risposto che la più grande paura di Kurt era quella di aver una brutta influenza sulle persone, e negli ultimi 22 anni è stato sì associato all'eroina ma nessuno può dire che abbia spinto altri ad usarla. Non sono uno che fa documentari sociali, non voglio mandare messaggi ma credo che quella scena possa essere un ottimo deterrente”.

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